Israele: la Corte suprema smentisce Netanyahu. Sì alle organizzazioni umanitarie a Gaza
La nuova azione militare contro l’Iran fa risparire dalle prime pagine dei giornali la questione di Gaza e dei palestinesi. Un problema irrisolto e sempre aperto a dispetto dei tentativi di far considerare chiuso un problema.
E nonostante il clima di guerra che vive anche Israele, invece, quel problema si riaffaccia e si ripresenta. E così, la Corte Suprema israeliana ha bocciato un provvedimento del Governo Netanyahu che vietava a 37 agenzie ed associazioni umanitarie internazionali di operare nella Striscia di Gaza e in altri territori palestinesi a partire da domani.
Si tratta per ora di un’ingiunzione temporanea che costituisce, comunque, uno smacco per il Primo ministro israeliano che aveva deciso l’espulsione degli operatori umanitari da Gaza, dalla Cisgiordania occupata e da Gerusalemme Est. Il Governo dello Stato ebraico aveva anche ordinato alle organizzazioni bandite di fornire gli elenchi del personale palestinese fino ad oggi utilizzato. Adesso, però, resta il problema che la sentenza della Corte non sembra per il momento risolvere la situazione degli operatori sul campo cui il provvedimento di Netanyahu prevedeva la cancellazione dei visti né quella relativa alle norme più restrittive introdotte in materia di distribuzione degli aiuti.
Le organizzazioni coinvolte continuano a ricordare che le condizioni a Gaza – dove continuano le uccisioni di civili -restano catastrofiche e che siamo molto distanti dal livello di risposta da dare alla richiesta di bisogni da parte della popolazioni sia della Striscia, sia della Cisgiordania.









