INSIEME: l’Europa per la fine della guerra

INSIEME: l’Europa per la fine della guerra

In vista del confronto parlamentare che domani – giovedì 9 aprile – verrà introdotto in aula a Montecitorio, dall’ intervento della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il partito INSIEME, in ordine al conflitto da settimane avviato da Israele e Stati Uniti contro l’ Iran, diretto a promuovere un asserito cambio di regime a Teheran:

*ricorda, in primo luogo, come all’ Italia, in considerazione del suo ruolo geo-politico, competa, in concerto con l’Unione Europea, una oggettiva e rilevante responsabilità nei confronti di quanto avviene, a qualunque titolo, nel bacino mediterraneo, la cui area orientale è direttamente coinvolta nella pluralità sovrapposta dei conflitti armati in corso;

*invita le forze parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, a condannare congiuntamente ogni azione che comprometta il diritto internazionale ed a ricercare, dunque, una posizione comune, che il nostro Paese, anche in forza dell’ articolo 11 della Costituzione, possa far valere nei confronti del Parlamento Europeo e dei Parlamenti dei 27 Paesi membri dell’ Unione e sia orientata a promuovere da parte dell’ Europa, una propria ed autonoma iniziativa diplomatica;

*si augura che tale iniziativa di dialogo e di pace possa essere accompagnata da una solenne dichiarazione unitaria con cui il Parlamento Europeo assuma come principio ed affermi il rifiuto della guerra come momento di risoluzione delle controversie internazionali;

*ritiene che l’ azione diplomatica, di cui sopra, debba essere diretta ad esigere, da ambedue le parti in guerra, una immediata tregua dei combattimenti in corso e di ogni operazione offensiva, che oltre a colpire gravemente le popolazioni locali, comprometta interessi vitali dell’intera collettività internazionale, fino a provocare una pericolosa condizione di generalizzato allarme pre-bellico, passibile di auto-alimentarsi, fino a sfuggire ad ogni controllo;

*si augura che tale immediata ed incondizionata tregua consenta di riportare i motivi del conflitto in un concerto di valutazioni che competono agli organismi internazionali, cui è demandato il compito di promuovere l’ equilibrio e l’ armonizzazione dei rapporti di forza tra le potenze direttamente ed indirettamente coinvolte nel conflitto;

*condanna l’ uso indiscriminato della forza militare, la violenza e la logica di sopraffazione che le accompagna, destinate ad aggravare e perpetuare nel tempo conflitti storicamente consolidati e fonte di perenni tensioni che dal Medio Oriente sono destinate a scaricarsi sull’ intero ordine internazionale.

Infine, INSIEME sottolinea l’urgenza di un intervento deciso affinché si fermi la illegittima guerra di Israele al Libano. Paese libero e sovrano di cui vengono soprattutto colpiti civili inermi, tra cui migliaia e migliaia di famiglie cristiane e di altre etnie che niente hanno a che fare con gli Hezbollah. È in atto – come condannato dalle Nazioni Unite – una vera e propria azione di predominio destinata ad aggravare e non a risolvere i problemi della intera regione oltre che ulteriormente impedire una coabitazione tra ernie e religioni diverse.