In ricordo delle vittime della mafia – di Gaspare Sturzo

In ricordo delle vittime della mafia – di Gaspare Sturzo

Il giudice Gaspare Sturzo ha scritto il seguente articolo, in occasione della Giornata delle Vittime della mafia, celebrata ieri, pubblicato su www.lamagistratura.it

Si parla spesso dello “scrigno della memoria” ma se questo piccolo forziere non si apre la memoria resta imprigionata, diventa lontana, si perde. Oggi 21 marzo (ieri per chi legge, ndr) dobbiamo ricordare, oltre che i magistrati vittime della mafia, anche tutti gli investigatori che hanno perso la vita cercando la verità sulle mafie e le sue connessioni con le forze del malaffare nascoste nella finanza speculativa, nell’imprenditoria dell’abuso e nei poteri politici deviati.
Sono persone coraggiose, che facevano il loro dovere con passione, impegno e abnegazione.

I nomi sono tanti. Tristemente tanti. C’è il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva combattuto il terrorismo a Torino prima di tornare in Sicilia dove viene ucciso da Cosa nostra il 3 settembre 1982. Ci sono il capitano Emanuele Basile, ucciso a 30 anni il 4 maggio del 1980 a Monreale; il colonnello Giuseppe Russo e il capitano Mario D’Aleo. Il primo vittima di un attentato a pochi chilometri da Corleone nel 1977, il secondo ucciso assieme a Giuseppe Bommarito e Pietro Morici a Palermo nel 1983. E i dirigenti della Polizia: Boris Giuliano ammazzato nel 1979, Ninni Cassarà e Beppe Montana nel 1985. Ma anche l’agente Lillo Zucchetto, che aveva 27 anni quando venne ucciso in via Notarbartolo a Palermo nel 1982.
E con loro non possiamo dimenticare tutti gli uomini e le donne che hanno perso la vita nel compito di scorta, anche dei magistrati.

Non dobbiamo dimenticare chi nella Chiesa italiana ha testimoniato il Vangelo sino al martirio, come padre Pino Puglisi. Non possiamo dimenticare chi nella politica, nel giornalismo, nell’imprenditoria ha pagato il suo impegno per il bene comune: Piersanti Mattarella, Pio La Torre, Mario Francese, Mauro De Mauro, Beppe Alfano, Mauro Rostagno, Peppe Fava, Peppino Impastato, Libero Grassi. Tutte vittime di Cosa Nostra in Sicilia, e tutti uomini impegnati a difendere la libertà e i diritti costituzionali di noi cittadini, anche nella ricerca della verità.

Il nostro impegno sarà quello di far vivere la memoria delle loro storie. Raccontarle ai più giovani. Perché il loro sacrificio non sia vano.

Gaspare Sturzo