In Italia peggio che in Europa: più anziani e meno bambini

In Italia peggio che in Europa: più anziani e meno bambini
I nuovi dati Eurostat confermano la profonda crisi demografica italiana. In confronto con gli altri Stati membri, il nostro Paese ha la minor percentuale di under 14 e la maggior percentuale over 65. Anche per questo, l’indice di dipendenza dagli anziani è il più alto di tutta l’Unione.

Nell’Unione Europea la denatalità è un problema diffuso, come evidenziano chiaramente i nuovi dati Eurostat sulla popolazione. Ma, tra i 27 Stati membri, l’Italia è quello che ne soffre di più le conseguenze.

Il nostro Paese è infatti quello che ha la minore percentuale di bambini e la maggiore percentuale di anziani rispetto al totale della popolazione. E anche quello con l’età mediana più alta dell’intera Unione.

I dati pubblicati oggi da Eurostat sono relativi al 2025, quando la popolazione UE ha toccato quota 450,6 milioni di persone. “L’impatto dell’invecchiamento demografico nell’Unione europea probabilmente avrà un’importanza fondamentale nei prossimi decenni”, scrive Eurostat a commento dei dati. “Il calo costante dei tassi di natalità e l’aumento dell’aspettativa di vita – continua la nota – stanno trasformando la struttura piramidale della popolazione dell’UE. Probabilmente il cambiamento più significativo sarà il marcato passaggio verso una struttura demografica molto più anziana, un’evoluzione già evidente in diversi paesi dell’UE”. E l’Italia è certamente tra questi.

Meno bambini, più anziani

In UE, lo scorso anno i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni rappresentavano il 14,4% della popolazione dell’UE, mentre le persone in età lavorativa (da 15 a 64 anni) costituivano il 63,6% della popolazione. Gli anziani (di età pari o superiore a 65 anni) rappresentavano il 22,0%. Quest’ultimo indicatore è aumentato di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente e di 2,9 punti rispetto a dieci anni prima. Le quote di bambini e persone in età lavorativa, invece, sono in calo rispettivamente di 0,2 e 0,5 punti rispetto al 2024.

Figura 1. Aumento della quota di popolazione di età pari o superiore a 65 anni tra il 2015 e il 2025. Fonte: Eurostat (2026)

E l’Italia? Per quanto riguarda i bambini, il nostro Paese è quello che fa peggio in termini percentuali, con appena l’11,9% della popolazione con meno di 14 anni. Seguono Malta (12,1 %) e Portogallo (12,6 %), mentre le percentuali più alte si registrano in Irlanda (18,5%), Svezia (16,8 %) e Francia (16,6 %). Rispetto al 2024, solo due Paesi dell’UE (Lussemburgo e Germania) hanno mantenuto costante la percentuale di bambini nella popolazione nel 2025, mentre negli altri Paesi è diminuita.

Anche per quanto riguarda la percentuale di anziani sul totale della popolazione il nostro Paese è all’estremo: il 24,7% dell’Italia è il dato più elevato dell’UE, seguito da quelli di Portogallo (24,3%) e Bulgaria (24,0%). Lussemburgo (15,2%), Irlanda (15,7%) e Cipro (18,3%) hanno, invece, registrato le percentuali più basse. Nel 2025, rispetto all’anno precedente, la percentuale di anziani è aumentata in 26 Paesi dell’UE.

Articolo pubblicato su Percorsi di Secondo Welfare, a firma di Paolo Riva. Per la lettura completa CLICCA QUI