Il silenzio e l’asimmetria morale – di Giancarlo Infante
Ci sarebbe da dire a Graziano Delrio – ma non solo a lui – che non abbiamo sentito tante voci su quella che sta diventando una vera e propria persecuzione dei cristiani nel sud del Libano. E c’è da interrogarsi, allora, su quella che appare come una certa asimmetria morale.
Bene fanno tutti coloro che s’impegnano contro l’antisemitismo, ma bisognerebbe trovare, o no, la stessa forza nel denunciare l’esodo cui sono sottoposti i cristiani in Libano?
Non è la prima volta che si deve considerare la dura lotta contro i cristiani del Medioriente. Perseguitati un po’ da tutti. Anche da Israele. E sembra che le loro tragedie non debbano richiamare i “diritti umani” di cui tanto parliamo in Occidente. C’è da considerare il “silenzio” sui testimoni che diventa, poi, silenzio della Storia. E non c’è niente più del silenzio a far sì che tutto si ripeta.
Non c’è una gerarchia delle vittime. Ci sono solo vittime. Tutte parimenti da rispettare perché, altrimenti, non c’è Giustizia. E non c’è – fatalmente – prima o poi, per tutti.
C’è, invece, il grande rischio di diventare uomini sopraffatti dalle cose, incapaci di cogliere tutte le voci perché alcune le lasciamo mute.
Giancarlo Infante









