Il Mondo e l’Italia: i fattori che decidono – di Maurizio Cotta

Il Mondo e l’Italia: i fattori che decidono – di Maurizio Cotta

La vita politica di un paese è influenzata tanto da problemi economici, sociali, culturali di origine domestica che da sollecitazioni sia positive che negative che provengono dalla sfera internazionale. Queste diverse spinte incidono sulle politiche pubbliche che vengono adottate ma anche sulla strutturazione della stessa vita politica, a partire dai
sistemi partitici e dai loro allineamenti.

L’impatto dei fattori domestici e dei fattori esterni non è necessariamente sempre uguale. Al contrario il loro peso rispettivo può variare significativamente a seconda del momento storico. Facciamo un esempio schematizzando un po’: finita la seconda guerra mondiale in Italia i problemi economici e sociali della ricostruzione acquisiscono una rilevanza dominante e il sistema dei partiti italiano si struttura essenzialmente lungo la linea (economico sociale) destra-sinistra. Questo non impedisce una dialettica abbastanza costruttiva tra le principali forze politiche e il formarsi di governi di larghe coalizioni. Ma rapidamente tra 1947 e 1948 si verifica una drastica ristrutturazione dello spazio internazionale europeo con l’emergere dei due blocchi contrapposti.

Le nuove linee di frattura internazionali assumono un peso dominante con un ampio spettro di riflessi che vanno dalla definizione delle alleanze agli assetti economici. Tutto questo si traduce con fortissima cogenza sulla vita politica domestica. La frattura (a matrice internazionale) tra Democrazia Cristina (con i suoi alleati minori) e Partito Comunista diventa determinante per la politica italiana. Stabilizzatosi questo assetto, la politica domestica può riprendere tutta la sua rilevanza (ma entro i vincoli così definiti) finché il crollo del blocco sovietico non avrà nuove importanti ripercussioni sul sistema partitico italiano (trasformazione del PCI, implosione della DC baluardo anticomunista, ecc.) aprendo un nuovo ciclo di vita politica.

E oggi? Le vicende internazionali proiettano di nuovo con estrema forza la loro ombra sulla politica domestica. L’effetto combinato della guerra che ha fatto irruzione nel continente europeo con l’aggressione russa all’Ucraina e della svolta della politica statunitense nei confronti dell’Unione Europea ha drasticamente cambiato i connotati
dell’ambiente internazionale entro il quale si devono muovere i paesi europei. La forte salienza acquisita dal tema della sicurezza europea, strettamente intrecciato a quello del sostegno alla indipendenza dell’Ucraina, pone all’ordine del giorno inedite scelte di politica estera e della difesa, con importanti implicazioni anche di politiche di bilancio e
costringe le forze politiche (e in primo luogo i governi) dei paesi europei a chiarire le proprie posizioni. Nel caso italiano gli effetti sono evidenti: i due poli di destra e di sinistra, costruiti essenzialmente su passate convergenze e contrapposizioni di politiche domestiche, sono entrambi attraversati da forti divisioni sui temi emergenti della politica internazionale.

Sostegno militare all’Ucraina, vista come componente cruciale della sicurezza europea, promozione di una Europa con capacità autonome di politica estera e di difesa, rafforzamento delle capacità decisionali e delle risorse dell’UE sono i temi dirimenti rispetto ai quali si devono definire gli allineamenti fondamentali: chi sta di qua e chi sta di là. Il processo di riallineamento non è né immediato né banale, ma sembra difficile che non avvenga.

Le due coalizioni politiche che oggi sembrano dominare non potranno evitarne le conseguenze.

Maurizio Cotta