Il caldo e il balzo delle temperature dei mari europei ai massimi storici

Il caldo e il balzo delle temperature dei mari europei ai massimi storici

Nel luglio 2025, un’ondata di calore eccezionale ha colpito il Circolo Polare Artico, con temperature superiori ai 30 °C, segnando un anno da record per il riscaldamento europeo. Secondo il rapporto Copernicus e l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), oltre il 95% dell’Europa ha sperimentato condizioni di caldo anomalo, con un incremento medio di 0,56 °C per decennio dalla metà degli anni ’90 — il ritmo più rapido al mondo.

Effetti principali

  • Scandinavia: fino a 21 giorni consecutivi di caldo torrido e “notti tropicali” in Norvegia, Svezia e Finlandia.
  • Incendi 2025: oltre milione di ettari bruciati, +4,7% rispetto al record del 2017; la Spagna ha subito il 38% dei danni totali europei.
  • Ghiacciai e neve: copertura nevosa ridotta del 31%, massa nevosa del 45%; la Groenlandia ha perso 139 gigatonnellate di ghiaccio, innalzando il livello del mare di 0,5 mm.
  • Mari europei: temperature superficiali record per il quarto anno consecutivo; l’86% degli oceani europei ha sperimentato ondate di calore “forti”.

Implicazioni

Gli scienziati e gli attivisti, tra cui Greenpeace, parlano di “tutti i segnali di allarme rosso”. L’UE è invitata a prepararsi a un riscaldamento globale di 3 °C, con misure urgenti di adattamento e resilienza: riduzione delle emissioni, riprogettazione urbana e protezione delle popolazioni vulnerabili.

Conclusione

Il rapporto evidenzia come l’Europa sia diventata l’epicentro del riscaldamento globale, con conseguenze ambientali e sociali sempre più gravi. La sfida è ormai quella di agire immediatamente per evitare un superamento irreversibile della soglia di 1,5 °C.