Hanno “sabotato” la visita di Rubio al Papa
C’è davvero da chiedersi cosa succede ai vertici dell’amministrazione americana. Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, giovedì sarà a Roma per incontrare Papa Leone. Si è detto, nel tentativo di ricucire dei rapporti dopo che Donald Trump li aveva lacerato con stupefacenti attacchi personali diretti contro il Pontefice. Trump era giunto a dire che il Papa vuole che l’Iran possegga la bomba atomica, affermazione che, per gravità e assurdità, ha segnato un punto di non ritorno e dimostra la chiara volontà di mistificare il messaggio evangelico della pace che sta alla base degli interventi del primo Papa americano. E così, Papa Leone ha risposto chiedendo che chi lo critica dica la verità.
Richiesta che cadrà nel vuoto con un mentitore seriale come Donald Trump, e che rende ancora più imbarazzante il compito assunto da Marco Rubio. Anche perché Trump è tornato a rimproverare Leone XIV accusandolo persino di mettere a rischio la vita dei cattolici con le sue posizioni. Mentre sappiamo bene – lo abbiamo ricordato anche ieri – che se c’è qualcuno che mette a rischio – anzi colpisce direttamente – cattolici e cristiani è, in questo momento, il suo alleato Benjamin Netanyahu (CLICCA QUI).
Una visita sabotata
In questo contesto, dobbiamo constatare che la visita di Rubio è stata sabotata direttamente dallo stesso Presidente americano il quale aveva subito detto di non avere alcuna intenzione di chiedere scusa a Papa Prevost nonostante l’ondata di sdegno provocata il tutto il mondo per le sue affermazioni, Ma nessuno avrebbe pensato a sentirgli rincarare la dose proprio mentre il suo Segretario di Stato si accingeva a salire sull’aereo che lo avrebbe portato a Roma dal Pontefice.
Un gesto intenzionale che mina ulteriormente la credibilità diplomatica americana, oltre a rivelare l’esistenza di una frattura interna ai vertici dell’amministrazione per un “fuoco amico” – presidenziale – sotto cui si è trovato il cattolico Rubio.
La domanda che resta
A questo punto, la domanda è inevitabile: Rubio viene davvero dal Papa per ricucire, o per costruire una propria strategia personale in vista delle presidenziali del 2028? In tempi di crisi, un gesto di distensione – soprattutto per chi è espressione di un’ampia parte del voto cattolico conservatore in America – può indicare un posizionamento.
Lo statista che si dimetterebbe
Un vero statista, di fronte a un sabotaggio così palese, si dimetterebbe. Può un Segretario di Stato rappresentare il proprio Paese mentre il Presidente attacca apertamente il Capo spirituale di oltre un miliardo di fedeli, e lo fa di nuovo alla vigilia di un viaggio che tutti pensavano fosse stato deciso assieme a Trump in un tentativo estremo di riconciliazione?
L’amara constatazione
Parliamo della prima potenza al mondi i cui vertici ci fanno assistere ad una diplomazia ridotta a teatro, le fedi degli altri derise. Possiamo proprio dire che nel corso del viaggio a Roma, Marco Rubio porta sulle spalle il peso di un sistema che ha perso il senso della responsabilità. E chissà che a quattr’occhi non sia proprio ciò che è sua intenzione confermare a Leone, che è il suo Papa.









