Giorgia Meloni e il Sud: completamente ignorato – di Michele Rutigliano

Giorgia Meloni e il Sud: completamente ignorato – di Michele Rutigliano

C’è un silenzio che pesa più delle parole. È quello calato sul Mezzogiorno durante l’intervento in Parlamento del Presidente del Consiglio. Un’assenza che non è solo formale, ma sostanziale, politica, persino simbolica. Perché ignorare il Sud oggi significa ignorare una parte decisiva del destino dell’intero Paese. E invece, nel discorso ufficiale, nessun accenno alla crisi demografica, allo spopolamento, alla fuga dei giovani, alla desertificazione economica e sociale di vaste aree interne.

Un Sud che si svuota nel silenzio generale

Il Mezzogiorno continua a perdere abitanti, soprattutto giovani e qualificati. Intere comunità si stanno lentamente spegnendo, senza che si intraveda una strategia nazionale per invertire questa deriva. La denatalità ha assunto dimensioni strutturali e preoccupanti, mentre la migrazione verso il Nord o l’estero priva il Sud delle sue energie migliori. Eppure, nessuna parola è stata spesa su come affrontare questo declino. Nessun piano per il ripopolamento delle aree interne, nessuna visione su come rendere attrattivi territori sempre più marginali. È un vuoto che diventa scelta politica.

Promesse mancate e realtà peggiorata

A distanza di quattro anni dall’insediamento del Governo, il bilancio per il Mezzogiorno appare deludente. L’inflazione è tornata a erodere il potere d’acquisto delle famiglie, colpendo in modo più duro proprio le aree più fragili. Le infrastrutture annunciate restano, in larga parte, sulla carta. Il tanto proclamato piano per il lavoro giovanile non ha prodotto risultati significativi. Il divario territoriale non solo non si è ridotto, ma in alcuni casi si è ampliato. Dietro la narrazione ottimistica, i dati raccontano una realtà diversa: quella di un Sud che fatica sempre di più a tenere il passo.

Povertà e questione sociale ignorate

Ancora più grave è il silenzio sulla crescente povertà. Nel Mezzogiorno aumentano le famiglie in difficoltà, i salari restano bassi, le pensioni insufficienti. La questione sociale, che avrebbe dovuto essere centrale nell’agenda di governo, sembra essere stata accantonata. Eppure era stata al centro di molte promesse elettorali. Oggi, invece, si registra un arretramento evidente. Le disuguaglianze si accentuano, mentre manca una politica strutturale capace di affrontarle.

Un’altra occasione persa, dunque. Un passaggio parlamentare che avrebbe potuto segnare un cambio di passo e che invece ha confermato una linea di sostanziale disattenzione. E mentre il contesto internazionale si fa sempre più incerto, tra conflitti e tensioni economiche, l’Italia rischia di affrontare il futuro senza una strategia coesa. E purtroppo, a pagare il prezzo più alto, sarà ancora una volta il nostro Mezzogiorno.

Michele Rutigliano