Economia e difesa: Uk alla ricerca di di un rapporto più stretto con l’Unione Europea
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che, nell’interesse nazionale a lungo termine, il Regno Unito deve costruire un rapporto più stretto con l’Unione Europea, sia sul piano economico che della difesa.
Starmer ha collegato la necessità di un nuovo partenariato con l’Europa alla guerra in Medio Oriente e al crescente clima di instabilità internazionale. Ha affermato che “da come il Regno Unito uscirà da questa crisi dipenderà la nostra identità per una generazione”. Ha poi annunciato che il Ministro degli Esteri britannico ospiterà un incontro per discutere la riapertura dello stretto di Hormuz, cruciale per il transito energetico, e che verranno riuniti i pianificatori militari per garantire la sicurezza della rotta dopo la fine dei combattimenti.
In vista di un vertice con l’UE, Starmer ha detto che non si limiterà a confermare gli accordi post-Brexit dello scorso anno, ma vuole “un partenariato più ambizioso”: più cooperazione economica, più cooperazione per la sicurezza, basata su valori e interessi comuni.
Ha riconosciuto che la Brexit ha fatto “gravi danni all’economia britannica” e che è tempo di ricucire i legami europei. Pur ribadendo che il Regno Unito non rientrerà nel mercato unico, Starmer ha detto di voler rafforzare la collaborazione economica e negoziare nuove forme di cooperazione in materia di energia, difesa e commercio. Alla domanda sui contrasti con Donald Trump, che ha più volte criticato Londra, Starmer ha risposto che una maggiore cooperazione europea aiuterà anche il rapporto con gli Stati Uniti, ma ha precisato che agirà “nell’interesse nazionale del Regno Unito, qualunque sia la pressione o il rumore politico”.
Articolare le reazioni del mondo politici britannico. I conservatori critici per il tono troppo filoeuropeo, mentre la destra di Nigel Farange definisce “ridicolo” tornare verso un’UE “fallimentare e debole sulla difesa”. Giudizi positivi, oltre che dalle fila laburiste, da parte dei Liberal Democratici che chiedono un’unione doganale e dai Verdi che apprezzano la svolta europea e la presa di distanza dagli Stati Uniti.
Il discorso di Starmer segna una svolta diplomatica del Regno Unito verso l’Europa dopo gli anni della Brexit. Pur senza annunciare un ritorno formale nelle strutture comunitarie, egli punta a una cooperazione più profonda con l’UE su difesa, energia e economia, anche in risposta alle tensioni con Trump e alla crisi in Medio Oriente. È una mossa che mette in primo piano il pragmatismo e la sicurezza europea, più che la lealtà alle tradizionali alleanze atlantiche.









