Cronaca di una guerriglia annunciata – di Giuseppe Careri
Lo sapevano tutti, politici, giornalisti, semplici cittadini: sabato 31 gennaio2026 si sarebbe svolta nel centro di Torino una manifestazione per protestare contro la chiusura del palazzo occupato dagli antagonisti di Askanatuna. Si sapeva, anche, che alla manifestazione avrebbero partecipato i blackblock ed altri antagonisti provenienti dall’estero.
Come da programma, la prima parte della manifestazione si è svolta in maniera ordinata, tranquilla; poi un migliaio di dimostranti si è staccata dal corteo eha devastato gran parte del centro storico di Torino oscurando, colpevolmente, con il loro atteggiamento violento contro la città e i poliziotti, lo svolgersi ordinato della gran parte dei manifestanti pacifici, circa 30 mila persone.
Le immagini trasmesse dai vari network e dalla televisione pubblica, hanno poi mostrato ripetutamente scene di una violenza inaudita, con i blackblock che lanciavano pietre, cassonetti, spranghe, molotov e quanto altro contro i poliziotti schierati a difesa della città.
Il culmine della violenza di askanatuna scatta con il pestaggio di un poliziotto rimasto isolato dal resto dei suoi colleghi. I vigliacchi che lo aggrediscono, 6/8 manifestanti, lo spintonano,lo gettato a terra,lo circondano e alcuni di loro lo colpiscono con pugni alla schiena, calci in testa e alle gambe;infine viene colpito per due volte addirittura con un martello, fortunatamente non alla testama solo alle spalle.Il poliziotto viene poi salvato dall’arrivo di un collega che lo protegge con il suo scudo. Questo epilogo, davvero impressionante, mette fine alla manifestazione di askanatuna. Vengono fermate 3 persone e individuate una quarantina di blackblock.Tra i fermati, due saranno rilasciati con l’obbligo di firma e il terzo agli arresti domiciliari dopo il carcere di alcune ore.Così hanno deciso imagistrati dopo la valutazionedei fatti accaduti in questa giornata di guerriglia urbana e di manifestazione pacifica.
Naturalmente, come ormai accade per qualsiasi avvenimento politico e di cronaca, iniziano le polemiche da parte di tutti, dal governo e dall’opposizione, con l’aggiunta dei giornalisti dei vari network e della televisione pubblica. Si discute sul nuovo decreto sicurezza, sul fermo di polizia, e di altre iniziative per impedire in futuro altre manifestazioni di violenza così drammatica.
La maggior parte dei cittadini che hanno assistito alla guerriglia del blackblock ha chiaro di come si sono svolti i fatti: da una parte una manifestazione pacifica di migliaia e migliaia di persone, poi oscuratadalla guerriglia, e dalla violenza inaudita dei blackblock che volevano incendiare la città di Torino.
Nella inevitabile polemica dopo la manifestazione, ma soprattutto dopo la guerriglia di askanatuna, entrano in campo i politici, i commentatori televisivi, i giornalisti della carta stampata, ognuno dei quali ha la sua verità, che non è la stessa dei semplici cittadini che giudicano senza interesse di parte i fatti a cui hanno assistito attraverso le immagini televisive.Si discute del decreto sicurezza in programma a Palazzo Chigi e sulla necessità di impedire ai violenti, se ritenuti tali, di partecipare alle manifestazioni di piazza, come accade per il daspo applicato alle partite di calcio.
Certamente non è inasprendo solo le pene che si risolve il problema della sicurezza nelle manifestazioni, ma anche nei casi delle baby gang, nel traffico di droga, nelle risse quotidiane a cui ormai siamo abituati.
Occorre che governo e opposizione, ognuno per la propria parte, collaborino per svelenire il clima che si respira nel nostro paese, prima che sia troppo tardi. E’ un atto di responsabilità a cui non ci si può sottrarre.
Durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, la Procuratrice di Torino Lucia Musti è intervenuta nel dibattito sulla manifestazione e sulla guerriglia; La Procuratrice si è soffermata in particolare sull’agire sistematico e organizzato delle frange oltranziste nella quale si ritrovano sempre le stesse persone”.
La magistrata punta poi il dito anche su alcuni personaggi della borghesia, laupperclass, la quale di fronte ai disordini di piazza dimostra spesso una benevola tolleranza, invece di svolgere un’illuminata azione di deterrenza e di rispetto delle regole democratiche.E’ l’auspicio di ognuno di noi.
Giuseppe Careri









