Angela Merkel e San Paolo – di Domenico Galbiati
Scienziata credente, che ha sostenuto di aver trovato in Maria Curie – cattolica polacca, due volte Premio Nobel – uno dei riferimenti più importanti per la sua formazione e donna politica di forte impronta cristiana, Angela Merkel ha tenuto, nelle scorse settimane, una conferenza in un convento tedesco di benedettine, commentando la Lettera di San Paolo ai Romani.
“Avvenire” ne ha riportato, mercoledi scorso, il testo (CLICCA QUI). Che merita di essere letto. Unisce ad una linea di pensiero, che, forse, non è improprio definire di “teologia della storia”, un indirizzo spirituale, ritagliato sulla responsabilità che compete a coloro che liberamente assumono un impegno politico. Ai quali, in primo luogo, si rivolge: “…..abbiamo bisogno di un nuovo orientamento e dobbiamo diventare consapevoli dei nostri fondamenti spirituali”.
Dai primi versetti del dodicesimo capitolo della Lettera, riprende l’ invito di San Paolo: “….lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare per poter discernere la volontà di Dio”. E di seguito: “Dovete pensare in modo nuovo. Questo e’ il vostro servizio a Dio, il vostro sacrificio gradito”.
La Merkel interpreta tutto questo, sostenendo che dobbiamo saper mettere in discussione le nostre abitudini, accettare di essere trasformati e diventare qualcosa d’altro. E la stessa raccomandazione a “de-coincidere” da noi stessi, che giunge da tutt’altro contesto culturale, in modo particolare da Francois Jullien, filosofo francese, dichiaratamente ateo, che, da appassionato lettore ed originale interprete del Vangelo di Giovanni, sostiene che solo dal cristianesimo, anzi da Cristo stesso, può irrompere la “novità”, nel nostro mondo grigio.
Angela Merkel ricorda l’emozione delle sue visite a Pompei dove l’ hanno colpita il contrasto tra le dimore lussuose e gli ambienti angusti e soffocanti che documentano la condizione degradata, privata di ogni dignità in cui vivevano gli schiavi. E denuncia, quasi pensasse per analogia ai nostri giorni che: “Questo benessere si basava sull’ esistenza degli schiavi sfruttati senza pietà”. Paolo, al contrario, incoraggiava i cristiani ad accogliere tutti nella comunità, cittadini e schiavi, allo stesso modo.
“Essere cristiani – commenta Angela Merkel – non è una condizione statica, ma un processo continuo, un compito per la vita….”. Dunque, non possiamo sottrarci: “Siamo chiamati a prendere posizione….” afferma l’ex-cancelliera tedesca. Non a caso conclude ricordando come l’ ex- giudice costituzionale del suo Paese, Bochenforde, sostenesse che lo Stato liberale e laico vive di presupposti che non può garantire da solo.
Domenico Galbiati









