41 anni per trovare i colpevoli della strage di Brescia. Fascisti e uomini collegati ai cosiddetti servizi deviati
Ci sono voluti 41 anni per avere una sentenza sulla strage di Piazza della Loggia di Brescia. Una sentenza che confermasse tutto quello che già si seppe quasi subito dopo la strage e cioè che l’orrendo crimine era da addebitare ai fascisti di Ordine Nuovo e ad ambienti collegati ai cosiddetti servizi deviati.
Condannati all’ergastolo, infatti, l’allora esponente veneto di Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi, e un informatore dei servizi segreti, Maurizio Tramonte.
Il tribunale ha così accolto le richieste del Pg Maria Grazia Omboni avanzate nel corso del processo d’appello bis celebrato dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente sentenza assolutoria dei due stessi imputati perché aveva trovato non convincenti le conclusioni.
Per l’accusa, Tramonte avrebbe preparato l’attentato di cui Maggi sarebbe stato il mandante. La strage del 28 maggio del 1974 causò otto morti e un centinaio di feriti per una bomba fatta esplodere nel corso di una manifestazione antifascista.
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