G7 da fuochi artificiali, ma le attese della gente? – di Michele Marino

G7 da fuochi artificiali, ma le attese della gente? – di Michele Marino

L’imminente evento, politico/diplomatico che si terrà nella nostra Egnazia avrebbe rischiato grosso  di impaludarsi nella retorica dei vari leader, riducendosi ai consueti convenevoli e quindi ad un megagalattico, costosissimo, quanto inservibile meeting tra i c.d. grandi della Terra (accompagnati da folte schiere di sherpa, funzionari, portaborse, autisti, ecc.); in buona sostanza sarebbe stato, molto probabilmente, uno dei tanti eventi d’immagine a livello internazionale, bon ton e innumerevoli, vuote promesse … da marinaio.

Invece, grazia alla saggezza di Franciscus ed anche alla scaltrezza politica di Giorgia verrà trattato, tra gli altri, un argomento di sicuro interesse generale sugli sviluppi ipotizzabili e gestibili dell’I. A. (intelligenza artificiale), soprattutto per le future generazioni. Dunque,  prima ancora dei conclusivi fuochi d’artificio e dello stappo di spumante – speriamo non champagne – rigorosamente pugliese, ci sarà anche la ciccia, cioè le delegazioni dovranno mettersi a studiare, riflettere e programmare su qualcosa di serio e scientificamente o filosoficamente sostenibile nell’interesse della gente comune del pianeta.

Intanto gli organi d’informazione ci hanno fatto sapere di alcune inefficienze all’italiana … come i bagni ed il sistema di condizionamento guasti su una nave ormeggiata a Brindisi per esigenze logistiche. – A proposito, positiva è stata la denunzia sindacale sulle relative condizioni igieniche, cui ha fatto seguito il sequestro giudiziario emesso ad hoc. – Così come le proteste dei Vigili del fuoco, figli eroici di un Dio minore, rispetto agli operatori delle forze dell’ordine e della vigilanza privata. Direi, allora, viva i pompieri, nostri angeli custodi sempre pronti al sacrificio e alla dedizione!

Qualche isolata protesta non è mancata, inoltre, da parte della popolazione indigena, costretta o meglio arrestata in casa con restrizioni rigorosissime, senza un minimo di considerazione umana.

In compenso, ribadisco, possiamo/dobbiamo auspicare con un pizzico d’ottimismo che si faccia un discreto lavoro di pacificazione globale, affinché si possa pensare (o forse illudersi) che l’enorme spesa pubblica che inciderà sul bilancio dello Stato italiano – e quindi su noi contribuenti, non sugli evasori o elusori – sarà ben controbilanciata da qualche, utile risultato in termini di visione paradigmatica prima ed operativa o pragmatica poi, specialmente sullo sfondo dei due conflitti bellici, i cui esiti catastrofici e comunque deleteri occorre scongiurare con fermezza ed urgenza. Senza dimenticarci, naturalmente, di dover affrontare il tema del cambiamento climatico (incrociamo le dita).

Michele Marino