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L’Italia non è un paese per bambini e per giovani – di Massimo Molteni

L’Italia non è un paese per bambini e per giovani – di Massimo Molteni

Secondo l’ultimo rapporto di “Save the Children” negli ultimi dieci anni il numero di bambini che vive in povertà assoluta è triplicato raggiungendo quota 1,2 milioni, con divari particolarmente elevati tra le diverse regioni d’Italia: anche in Lombardia, una delle regioni più ricche d’Italia,  tra il 13 e il 15% di minori vive in condizioni di povertà relativa.

La spesa pubblica per i servizi per l’infanzia è la più bassa tra i paesi europei, con divari tra le diverse regioni italiane sempre più accentuati, anche per la perdurante assenza di Livelli Essenziali di Assistenza in campo sociale e per l’infanzia.

La spesa per l’istruzione è crollata in un decennio dal 4,6% del Pil al 3,6%, a fronte di una media europea sempre sopra il 5%.

Solo il 24% dei bambini nella fascia 0-2 anni è preso in carico da specifici servizi per l’infanzia, con un numero di posti complessivo coperto per quasi il 50% da soggetti privati.

Le famiglie sono sempre più sole a dover affrontare la crescita e lo sviluppo dei propri figli, fin dalle primissime fasi dello sviluppo: in media non più del 24% delle famiglie riceve qualche forma di aiuto, anche solo per accudire i figli.

In dieci anni il numero dei neonati nati è crollato di oltre il 23%, l’età media della madre al momento del parto è ulteriormente cresciuta e si è ulteriormente ridotto il numero dei  figli per donna, già largamente al di sotto del tasso minimo di ricambio generazionale.

Il peso assistenziale dei bambini grava in maniera predominante sulle donne, in assenza di precise politiche di conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, con una ricaduta negativa anche sulle possibilità di lavoro e di carriera in molte donne.

Il 10,6% della popolazione scolastica è di origine straniera con punte di quasi il 16% in Lombardia: e tra questi minori gli abbandoni scolastici sono drammaticamente più frequenti rispetto ai bambini di origine italiana che già detengono un  poco invidiabile primato di elevati tassi di  dispersione scolastica rispetto alle principali nazioni europee.

Continua a crescere il deflusso all’estero di giovani formati: nel solo 2018, 128 mila cittadini sono emigrati all’estero, di cui la metà nella fascia giovanile, che vanno ad aggiungersi agli oltre 5.000.000 di italiani precedentemente emigrati all’estero.

A fronte di questa grave situazione di abbandono della condizione infantile e giovanile, cui mancano risposte e politiche organiche di medio e lungo periodo,  le risposte in campo sanitario per  questa fascia di età appaiono ancora più insufficienti e frammentate

Circa il 20% della popolazione in età evolutiva presenta un disturbo neuropsichico che è la causa principale di disabilità nella fascia di età 0-17 anni: si stima che quasi  300.000 famiglie in Italia abbiano al proprio interno un minore affetto da disabilità grave e media. Il carico famigliare stimato in Italia per l’età evolutiva per le patologie neuropsichiche  (misurato come DALYs, ossia come anni persi di salute) è pari all’11% del totale nella fascia d’età 1-4 anni, sale al 24% nella fascia 5-9 anni ed al 36% nella fascia 10-14. La richiesta di servizi specifici per i problemi neuropsichici e del neurosviluppo ha avuto un aumento impressionante negli ultimi 10 anni in Italia, senza eguali con nessun altro tipo di disturbo sanitario in qualunque  fascia di età.

I  bambini che hanno avuto una presa in carico  nei servizi specialistici per i disturbi neuropsichici e del neurosviluppo è raddoppiato negli ultimi dieci anni: nonostante questo aumento della risposta, superiore a qualsiasi altro settore della medicina, solo 1 bambino su 2 riesce ad accedere ai servizi diagnostici e solo 1 bambino su 3 riesce ad accedere all’ intervento riabilitativo di cui necessita. e quando riesce ad avere accesso, la numerosità media di prestazioni che riceve è largamente insufficiente a garantire una risposta adeguata.

I bambini certificati come soggetti disabili ai sensi della legge 104, per i  quali è necessario un percorso specifico e individualizzato  per favorire l’inclusione scolastica sono stati nell’anno scolastico 2017/2018 oltre 267.000, pari al 3,1% della popolazione scolastica, dato peraltro inferiore ad altre nazioni europee dove vige ancora il regime della scuola differenziale: solo una piccola parte di essi è seguito con percorsi specifici e personalizzati che facilitino il lavoro di rete tra scuola e servizi socio-sanitari

Le conoscenze accumulate non solo nel  mondo scientifico, ma anche in campo psicologico e pedagogico  evidenziano come proprio questa età della vita sia caratterizzata da funzioni, abilità e competenze che si sviluppano attraverso l’azione sinergica di fattori sociali, ambientali e biologici e che la presenza di criticità anche in una sola area di sviluppo, se non considerata in un’ottica evolutiva, può determinare conseguenze a cascata su altre aree funzionali, anche in epoche successive

Se nessuna persona può vivere  in maniera isolata dal suo contesto, nel bambino e in adolescenza la continua intersezione tra aspetti biologici, sociali e educativi, è condizione imprescindibile affinché il patrimonio potenziale possa compiutamente svilupparsi:  in nessuna altra fase della vita il ruolo dell’ambiente (famiglia, scuola, contesti di vita) è così determinante come nel corso dello sviluppo, e richiede quindi attenzioni e interventi mirati integrati con le conoscenze e le attività altamente specialistiche, eventualmente necessarie

A fronte della drammaticità della situazione così come emerge da indagini statistiche e epidemiologiche, delle consolidate conoscenze scientifiche, psicologiche e sociali , non esiste una normativa di riferimento organica che tuteli questa specifica età della vita, creando quelle condizioni di attenzione necessarie per interventi coordinati nei vari contesti: e la situazione è ancora più drammatica quando il minore è portatore di una specifica fragilità o vive in contesti di particolare disagio e degrado o è vittima di abusi o violenze, fisiche o psicologiche.

La situazione si sta facendo anno dopo anno sempre più drammatica non solo per i  bambini e per le loro famiglie, ma anche per chi opera nei servizi per l’infanzia e l’adolescenza: da quelli scolastici a quelli di supporto educativo o di sviluppo di iniziative sociali per contrastare gravi fenomeni come la dispersione scolastica, il bullismo e il cyberbullismo o  l’uso sempre più precoce di dipendenze da sostanze, ai servizi di supporto e di contrasto ai fenomeni di violenza e abuso sui minori, ai servizi che si occupano specificamente di disabilità neuropsichica: carenza di personale specializzato e formato, inadeguatezza della normativa, risorse messe a disposizione  insufficienti a garantire anche solo il mantenimento dei volumi di risposta attuali, già largamente insufficienti.e che  finiscono così con l’aumentare le disparità tra le fasce di popolazione e tra le diverse aree geografiche del paese,  rendendo  ancora più complesso il compito dei genitori e delle famiglie coinvolti in queste situazioni.

Chiediamo per ciò con forza, in occasione della giornata mondiale dei Diritti dell’infanzia, a tutti gli uomini di buona volontà che hanno a cuore il futuro dei bambini nel nostro paese di mobilitarsi per promuovere azioni di sensibilizzazione verso l’opinione pubblica, per favorire il  discernimento in chi ha il gravoso compito di programmare la spesa pubblica e in particolare di quella per i servizi per l’infanzia così che venga posta la doverosa attenzione a questa età della vita, cruciale per il futuro della nostra società: non basta emozionarsi o indignarsi di fronte a situazioni di degrado o di ingiustizie estreme, è necessario promuovere una svolta culturale e politica epocale che metta al centro i diritti dei più deboli, partendo da quelli dei bambini, per ricreare condizioni di coesione sociale reale e non episodica.

In particolare, proponiamo  che venga rafforzato il ruolo e il compito del Garante dei diritti dell’infanzia, istituzionalizzando una Consulta Permanente, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica,  che coinvolga esperti e persone oggettivamente coinvolte in azioni di promozione della tutela dei minori, in grado  di elaborare proposte legislative da sottoporre all’attenzione del Parlamento.

Suggeriamo che venga attivato in ogni regione e nelle grandi città metropolitane un coinvolgimento attivo di ragazzi e giovani, individuati attraverso trasparenti modalità di rappresentanza, sui provvedimenti in favore di queste età della vita, quale momento di partecipazione alla vita istituzionale..

Chiediamo che venga istituita una commissione parlamentare con il compito di individuare gli ambiti di maggiore criticità, anche legislativa, per la difesa e la valorizzazione di questa età della vita, partendo dalle situazioni di maggiore fragilità socio-sanitaria e sociale, e proporre conseguentemente idonee iniziative legislative.

Contestualmente, chiediamo che in via prioritaria il MIUR si impegni a rendere rapidamente effettive le norme a tutela di una reale inclusione scolastica, recentemente approvate con i Dlgs 66/2017 e 96/2019, anche per  le scuole paritarie di ogni ordine e grado, mettendole in condizione di agire almeno con le medesime risorse destinate alle scuole statali  e proponga un piano pluriennale di azione teso a contrastare la dispersione scolastica, in particolare per le fasce deboli, coinvolgendo attivamente gli enti del  terzo settore, così da promuovere quella sussidiarietà orizzontale, da troppo tempo disattesa.

Proponiamo che sia definito un apposito piano di tutela  e di sviluppo in ambito sanitario e socio-sanitario rivolto ai minori portatori di disabilità o di condizioni di fragilità a causa di malattie rare,  cui assegnare risorse specificamente dedicate all’interno del Fondo Sanitario Nazionale, sia per la ricerca che per il consolidamento di servizi dedicati su tutto il territorio regionale, dando piena attuazione a quanto già contenuto nei LEA.

Infine sollecitiamo il Parlamento affinché dia rapidamente avvio ad una iniziativa di legge che rafforzi e riordini le azioni a tutela di minori non accompagnati, e per dare maggiore organicità ai servizi di tutela minori così da affiancare con maggiore specificità la preziosa attività del tribunale dei Minori a sostegno delle famiglie maggiormente provate da situazioni di povertà o conflittualità.

Massimo Molteni