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Il dovere di informare, il diritto di essere informati – di Giuseppe Careri

Il dovere di informare, il diritto di essere informati – di Giuseppe Careri

Nel mese di maggio si svolgeranno in diverse città italiane corsi obbligatori di aggiornamento professionale per tutti i giornalisti iscritti all’Ordine, come previsto dalla legge 148/2011. In particolare, a Orvieto si svolgerà l’evento sul “Dovere di informare e il diritto di essere informati”, mentre a Roma presso la Camera dei Deputati si svolgerà un dibattito, alla quale parteciperà anche il Presidente Fico, su “querele intimidatorie e minacce, come prevenirle”.

I due convegni hanno lo scopo di fornire a tutti i giornalisti presenti elementi sociali e di carattere giuridico utili per praticare la professione giornalistica e a fornire un’informazione ai cittadini il più possibile oggettiva; inoltre, ed è l’aspetto più delicato degli incontri, di avere gli strumenti giuridici necessari per fronteggiare eventuali querele, avvertimenti mafiosi o minacce provenienti da poteri occulti o malavitosi, in una parola per difendere la libertà di stampa in ogni angolo del mondo.

Per questa ragione, ogni anno si svolge la Giornata mondiale della libertà di stampa istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel lontano 1993. Il richiamo alla libertà di stampa si fa sempre più pressante per gli attacchi e le minacce di morte continue subite da giornalisti e da troupe televisive in tutto il mondo. Altro aspetto non secondario sono le “minacce” governative di togliere o diminuire i contributi statali alle testate giornalistiche come purtroppo sta accadendo alla storica testata “Radio Radicale” con il dimezzamento del contributo che significherà praticamente il suo spegnimento.

Da diversi anni, ormai, la classe politica al potere ha una sorta di insofferenza nei riguardi delle testate nazionali colpevoli solo di scrivere e descrivere i fatti. Per questo c’è una corsa dei partiti di Governo all’occupazione sistematica delle caselle riguardanti soprattutto i Telegiornali e le Reti del Servizio Pubblico radio televisivo. A nessuno sfugge, ormai, la presenza continua nei servizi dei tg e talk show della Rai dei due vice presidenti del Consiglio nonché Ministri di due dicasteri importanti.

Scrive Lettera 43 : “Salvini protagonista assoluto del prime time delle reti generaliste. Alle sue spalle Di Maio, Conte, Mattarella. Opposizione quasi inesistente nei titoli dei notiziari”.

Chiunque vede i tg del Servizio Pubblico si rende conto del tempo eccessivo concesso ai due ministri dello Sviluppo Economico e dell’Interno, sicuramente sproporzionato rispetto all’opposizione liquidato spesso con poche righe di testo. A tal proposito, risulta sorprendente il silenzio degli organi sindacali e dei Comitati di Redazione dei Tg nell’accettare una situazione sempre più imbarazzante. Si ha la sensazione, almeno visto dall’esterno, di un diffuso timore da parte di molti giornalisti a mostrare il proprio dissenso verso i telegiornali o i vertici delle reti o, forse, del Governo giallo-verde in carica.

Del resto L’Agcom ha per ben due volte denunciato l’azienda Radio televisiva di un’informazione e di programmi orientati per lo più a favorire i rappresentanti dei due partiti di governo. Senza dimenticare lo sforzo dell’Ordine dei Giornalisti di fare Convegni per i propri iscritti per incoraggiarli a liberarsi dell’autocensura e soprattutto dal timore di venire relegati in ruoli marginali o inesistenti.

Ai telegiornali e alle reti del Servizio Pubblico radio televisivo vi sono numerosi giornalisti eccellenti, in grado di far valere la forza della loro professione. Non occorre immolarsi sull’altare della protesta clamorosa, ma orientare il proprio lavoro verso una giustizia e una informazione rivolta verso tutte le componenti della società.

Del resto l’articolo 10 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo proclamata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel dicembre del 1948 recita:

”Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera.

Ecco, questo articolo è stato scritto nel lontano 1948, è giunto il momento di applicarlo ai nostri giorni, a distanza ormai di più di 70 anni.

Giuseppe Careri

 

Foto utilizzata: da Shutterstock