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Per un pugno di voti: il Governo giallo verde contro l’Inps – di Giuseppe Careri

Per  un pugno di voti: il Governo giallo  verde contro l’Inps –  di Giuseppe Careri

L’ultimo scontro tra il Governo Di Maio-Salvini e il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, è avvenuto nei giorni scorsi in occasione della presentazione del decreto legge dignità. L’accusa del Governo rivolta a Boeri riguarda le stime dell’Inps sui posti di lavoro a rischio sopravvivenza a seguito dell’introduzione del provvedimento elaborato dal Ministro dello sviluppo Economico, del Lavoro e della Previdenza Sociale, Luigi Di Maio.

L’Inps avrebbe stilato una relazione tecnica a corredo del decreto legge indicando il rischio della perdita di 8 mila posti di lavoro all’anno.

Per sostenere la correttezza delle valutazioni dell’Istituto Previdenziale, Boeri ha replicato specificando che la relazione tecnica allegata al decreto era certificata e “bollinata” dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Nel corso di un’audizione alla Camera del 19 luglio, il presidente dell’Inps ha poi precisato i tempi di consegna della nota: “La relazione tecnica con la stima dell’impatto occupazionale negativo del decreto legge dignità è pervenuta al ministero del Lavoro una settimana prima della trasmissione del provvedimento alla Presidenza della Repubblica”.

Il Vice Primo Ministro Di Maio sostiene, invece, di aver visto la nota solo all’ultimo minuto, inserita da una misteriosa “manina”, ma sembrerebbe smentito, però, da una ricostruzione del giornale “ La Stampa” che ha ricevuto in esclusiva la mail con allegata una relazione tecnica inviata dall’Inps una settimana prima al Ministero dello Sviluppo Economico.

In una nota congiunta, poi, Di Maio e il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, spostano l’attenzione sulla validità delle relazione: “le stime di fonte Inps contenute nel decreto sono prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili. 

La risposta del Presidente dell’Inps, il cui mandato scadrà nel prossimo anno, è stata immediata: “E’ un attacco senza precedenti alla credibilità di istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro paese”. E aggiunge: “E’ negazionismo economico”.

Il tono deciso di Boeri su legge Fornero, decreto dignità e migranti, spinge il vice Ministro, e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a richiedere di nuovo le dimissioni del Presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale: “Il Presidente Inps, nominato da Renzi, ripete che la legge Fornero non si tocca e che gli immigrati pagano le pensioni degli italiani. Sbaglia”!

Di Maio, aggiunge: Non possiamo rimuovere ora Boeri. Quando scadrà, terremo conto che non è in linea con noi”.

Da alcuni mesi Boeri è sotto attacco del Governo 5 Stelle-Lega per le sue posizioni contrarie a cambiare la normativa della riforma Fornero, approvare il decreto legge dignità e impedire gli arrivi dei migranti regolari, a suo avviso,  necessari per il pagamento futuro delle pensioni.

Questi temi sono stati affrontati nel 17mo rapporto annuale Inps firmato da Tito Boeri durante il suo intervento nella sala della Regina di Montecitorio. Rivolgendosi al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Boeri ha detto: “sottostimano la quota di popolazione sopra i 65 anni e sovrastimano quella di immigrati e di persone con meno di 14 anni». «Si tratta di vera e propria disinformazione», ha aggiunto Boeri, spiegando che l’Italia «ha bisogno di aumentare l’immigrazione regolare» perché sono «tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere”.

Scoppia subito la polemica con Salvini: Boeri vive su Marte, dice. Ma il Presidente dell’Inps insiste sul suo punto di vista e a sostegno dei dati elaborati dal suo Istituto. l’Italia ha bisogno di aumentare l’immigrazione regolare perché “sono tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere”. Tanto che nell’ambito del lavoro manuale il 36 per cento dei lavoratori sarebbero stranieri e solo l’8 per cento italiani “.

Salvini reagisce duramente ai dati dell’Inps. “Boeri continua a fare politica”, dice, ignorando la voglia di lavorare degli italiani e di fare figli. A sua volta il Presidente dell’Inps ha sempre guardato ai conti pubblici e ai rischi del paese nel caso di un intervento sulla legge Fornero, sul decreto dignità e sulla chiusura dei migranti nel nostro paese. Per queste ragioni il suo posto di Presidente dell’Inps è a rischio, anche se Di Maio frena sulla sua sostituzione prima della scadenza del suo mandato.

La polemica non si spegne soprattutto sui migranti e decreto dignità. Sono tesi e principi contrapposti che impediscono una soluzione, almeno per il momento, fra il governo giallo-verde e il Presidente dell’Istituto previdenziale. La posta in gioco è alta: un Presidente da sostituire e una montagna di voti populisti da conquistare alle prossime elezioni politiche?

Giuseppe Careri