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Siria: dopo le bombe scontro all’Onu

Siria: dopo le bombe scontro all’Onu

Il bombardamento della Siria  della scorsa notte avrebbe provocato decine di morti, ma non vi sono ancora le cifre esatte del bilancio di un intervento militare che ha aggravato il dissidio tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia da una parte e Russia ed Iran dall’altra parte.

All’Onu, infatti, è scontro tra le due parti. La Russia non è riuscita a far passare una mozione di condanna del bombardamento della Siria condotto da americani, francesi e britannici che hanno operato congiuntamente per colpire presunti centri di ricerca, realizzazione e stoccaggio di armi chimiche da parte del governo di Damasco di Bashar al Assad.

Donald Trump dopo  l’ordine d’attacco giustificandolo come rappresaglia del presunto bombardamento chimico sulla città siriana di Douma, fino a pochi giorni fa sotto il controllo dei ribelli siriani, si dice soddisfatto dei risultati raggiunti per distruggere l’arsenale militare della Siria e promette nuovi bombardamenti nel caso le truppe di Bashar al Assad usassero nuovamente ordigni chimici.

Trump subito dopo la conclusione dell’attacco è intervenuto diretta televisiva per annunciare l’intervento militare insistendo sulla necessità di agire contro i ” crimini e la barbarie” perpetrati dal regime di Bashar al Assad.

Secondo le notizie che giungono dal teatro delle operazioni militari  missili Tomahawk sono stati lanciati su Damasco e Homs evitando, però, di colpire là dove sono presenti le truppe russe.

Secondo quanto hanno spiegato il portavoce del  Pentagono sarebbero stati presi di mira un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio per armi chimiche a ovest della città di Homs e un importante posto di comando situato nei pressi sempre di Homs.

Il ministro della difesa Usa, James Mattis ha dichiarato che l’operazione costituisce ” un chiaro messaggio per Assad”, anche se sono stati presi di mira solamente obiettivi  legati alla produzione e deposito di armi chimiche.

“Lo scorso anno il regime di Assad non ha compreso bene il messaggio”, ha aggiunto Mattis, “così questa volta abbiamo colpito in maniera più dura insieme ai nostri alleati. E se Assad e i suoi generali assassini dovessero perpetrare un altro attacco con armi chimiche, dovranno rispondere ancora di più alle loro responsabilità”.

Dura la risposta di Mosca giunta attraverso l’ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, secondo cui “le azioni degli Usa e dei loro alleati non resteranno senza conseguenze”.

Fonti della Siria, intanto, sostengono che i danni subiti sono molto limitati e che dei 30 missili lanciati, dieci sarebbero stati abbattuti.