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Gerusalemme: chiuso il Santo Sepolcro in polemica con Israele

Gerusalemme: chiuso il Santo Sepolcro in polemica con Israele

Chiuso il Santo  Sepolcro a tempo indefinito dalle Chiese cristiane di Gerusalemme per  protesta contro le autorità israeliane. La decisione  è stata presa dalla Chiesa cattolica, dalla chiesa greco ortodossa e dalla Chiesa Armena apostolica ed è stata resa nota con un comunicato che fa riferimento ad  “campagna sistematica di abusi contro le Chiese e i Cristiani”.

La dichiarazione  è stata  firmata dal Custode della Terrasanta Francesco Patton, in rappresentanza dei cattolici, dal Patriarca greco ortodosso Teofilo III e da quello  armeno Nourhan Manougian i quali parlano senza mezzi termini di  “flagrante violazione dello status quo” religioso di Gerusalemme e di “rottura degli accordi esistenti e de gli obblighi internazionali”.

Il comunicato critica quella che viene definita  “la legge razzista e discriminatoria che attacca soltanto le proprietà della comunità cristiana” e sostiene che il provvedimento israeliano  ricorda “leggi di simile natura che furono messe in opera contro gli ebrei in periodi bui della storia europea”

La decisione della chiusura del Santo Sepolcro  è stato presa dopo che le autorità amministrative israeliane di Gerusalemme hanno deciso di  congelare i beni ecclesiastici delle chiese cristiane per incassare le tasse  sulle loro proprietà delle chiese cristiane diverse dai luoghi di culto.

Le chiese cristiane, inoltre, stanno seguendo con preoccupazione la discussione nel Parlamento di Israele, la  Knesset, secondo la quale sarebbe possibile espropriare le proprietà vendute dalle chiese cristiane dopo il  2010.