Si allarga lo scandalo del doping degli atleti

Si allarga lo scandalo internazionale del doping di famosi atleti di vari paesi dopo che degli hacker, probabilmente russi, sono entrati in possesso delle cartelle cliniche in possesso dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada).
I nomi sono illustri e nelle ultime ore la BBC riporta anche i nomi di due ciclisti britannici di fama mondiale come Bradley Wiggins, che ha appena vinto una medaglia d’oro a Rio, e Chris Froome, il tre volte vincitore del Tour di Francia.
La Wada sostiene che l’attacco informatico costituisce un tentativo di minare il sistema anti-doping mondiale danneggiando i 29 atleti di cui sono stati trafugati i dati e mettendo in difficoltà tutti quelli che hanno partecipato ai Giochi olimpici di Rio.
I documenti in oggetto si riferiscono a 10 americani, cinque britannici e cinque atleti tedeschi ed altri singoli atleti provenienti dalla Danimarca, Russia, Polonia, Repubblica Ceca e Romania.
Tra i nomi più conosciuti c’è anche quello della campionessa di ginnastica artistica Simone Bile, la quale ha spiegato che le notizie che la riguardano sono relative a farmaci assunti per delle cure specifiche.
Secondo quanto è stato diffuso, le autorità antidoping hanno consentito agli atleti coinvolti di assumere sostanze dopanti sulla base della necessità di seguire delle cure. E’ stato così nel caso di Wiggins cui è stato dato il permesso di prendere due sostanze vietate tra il 2008 e il 2013 periodo in cui il ciclista britannico ha partecipato al Tour di Francia e al Giro d’Italia.
All’altro campione di ciclismo, Froome, è stato concesso il permesso di prendere una sostanza vietata tra il 2013 e il 2014.