UltimaEdizione.Eu  > 

Impresentabili? Una sceneggiata insopportabile a seggi oramai quasi aperti

Impresentabili? Una sceneggiata insopportabile a seggi oramai quasi aperti

L’Italia è, e resterà sempre, un Paese incomprensibile ad una buon parte del resto del mondo. Soprattutto, di sicuro, colpirà chi ci guarda da fuori la nostra assoluta incapacità di affrontare i problemi al momento giusto.

Preferiamo rinviare ogni soluzione fino al limite estremo, quando la questione, qualunque essa sia, non potrà che esplodere nella maniera più violenta possibile.

Così come colpirà, di sicuro, l’assoluta incapacità dei nostri partiti di sapersi auto regolamentare per tempo e con ragionevolezza. Indifferenti anche alle conseguenze che la cosa avrà sugli elettori, che si stanno allontanando sempre di più, e l’opinione pubblica internazionale da noi italiani mai tenuta nell’adeguata considerazione per il peso che ha su governi ed istituzioni estere.

A un certo punto si è pensato che fosse assolutamente necessario varare una legge sulla cosiddetta impresentabilità dei candidati alle elezioni. Purtroppo, come dimostrano  alcuni ricorsi vinti davanti al Tar da alcuni eletti, è una legge, la cosiddetta legge Severino, da considerarsi almeno da approfondire se non, addirittura, da rivedere.

In molti si chiedono, infatti, se la legge non finisca per cozzare con una pietra fondamentale del nostro diritto e cioè il principio che si è innocenti fino a che la Cassazione non stabilisce il contrario?

La Cassazione, intanto, interviene dicendo che la decisione non può essere presa a livello di Tar, che resta pur sempre solamente un Tribunale amministrativo, ma dalla Giustizia ordinaria. Va bene! La pronuncia della Corte può già costituire un pezzo del chiarimento necessario.

La Commissione parlamentare antimafia corre ad esaminare le liste per esaminare l’eventuale presenza di questi benedetti “impresentabili”. Non poteva essere fatto subito? Ci vuole proprio tutto questo tempo a scoprire se uno ha guai con la giustizia?

E, poi, dai giornali siamo informati sul modo solito di fare: ne abbiamo individuato quattro, ma solo in Puglia. E la Campania? Ora arrivano, ora arrivano…

Insomma una sceneggiata vera e propria che fa venire inevitabilmente il dubbio che si tratti, da parte di molti, solo di lotta politica e non di amore per la verità e per la “purezza” del mondo politico. Il termine di sceneggiata è poi comprensibile visto che il grosso della vicenda si sta svolgendo nelle contrade campano- napoletane.

In ogni caso, al momento la legge c’è e dovrebbe essere comunque rispettata, in attesa che subisca la doverosa verifica. C’è soprattutto nel Paese un clima che dovrebbe spingere i partiti a prendere per tempo le decisioni più opportune. Autonomamente, e non solo sulla scia degli interventi di magistrati che hanno già tanto da fare su questioni anche drammatiche che riguardano il nostro Paese.

Un tempo, salvo qualche rara eccezione, gli “impresentabili” non venivano presentati dagli stessi partiti cui appartenevano.

E’ una pratica che quelli di oggi  tanto impegnati a rottamare, in qualche caso giustamente, storia, uomini ed organizzazioni del passato potrebbero provare a recuperare. Forse servirebbe a farci perdere il continuo alone di discredito internazionale che, soprattutto per le nostre vicissitudini politiche, da sempre circonda il nostro Paese e fa dimenticare le tante belle e buone cose che ci sono addirittura invidiate al di fuori dei nostri confini.

In un mondo sempre più globalizzato è davvero necessario dotarci di un nuovo modo di fare. Ma non a corrente alternata e solo quando fa comodo alla propria parte politica.