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Una mail “sbarazzina” rivela che la Banca d’Inghilterra sta studiando conseguenze uscita dall’Europa

Una mail “sbarazzina” rivela che la Banca d’Inghilterra sta studiando conseguenze uscita dall’Europa

Che i funzionari di una banca centrale studino i vari scenari è persino doveroso. Così, che quelli della Bank of England preparino delle prospettive in vista dell’eventuale uscita del Regno Unito dall’Europa, se in tal modo fosse sancito dal referendum annunciato da David Camerun, è del tutto ovvio.

Meno scontato, invece, è che l’esistenza di questi studi venga rivelata inviando una mail per errore ad un giornale londinese, “The Guardian”, il quale è corso a farlo sapere a tutti.

La mail fornisce delle direttive sulle linee da seguire in merito ad eventuale domande avanzate sugli studi in questione. Tutto il dossier era e doveva restare riservato. Semmai, si doveva dire che si trattava di analisi generiche sulla situazione generale europea. Ovviamente, adesso, tutte queste accortezze sono di colpo superate.

Su tutte, un’indicazione tassativa: neppure la stragrande maggioranza di funzionari e dipendenti della Banca d’Inghilterra deve conoscerne l’esistenza ed i contenuti.

Gli unici ad averne conoscenza, oltre il Governatore Mark Carney, sono: Iain de Weymarn, segretario privato di Mark Carney; Nicola Anderson, responsabile della valutazione del rischio nel dipartimento della stabilità finanziaria; Phil Evans, direttore della divisione internazionale; Jenny Scott, direttore delle comunicazioni.

Un portavoce della Banca d’Inghilterra ha dichiarato che tra i compiti dell’istituzione c’è anche quello di esaminare tutte le conseguenze possibili dei principali fenomeni nazionali ed internazionali e non è comunque il caso di rendere pubbliche le valutazioni dell’istituto fino a quando non sarà opportuno.

In ogni caso, sappiamo che questi scenari sul futuro europeo sono delineati sotto il punto di vista della Banca d’Inghilterra che non si sa quanto coincida con quello del Governo e, soprattutto, della pubblica opinione che sarà chiamata al referendum. Ma, soprattutto, ancora non è possibile sapere di cosa si tratti.