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Gentiloni precisa: gli Usa hanno avuto difficoltà a chiarire sul caso Lo Porto

Gentiloni precisa: gli Usa hanno avuto difficoltà a chiarire sul caso Lo Porto

Il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha chiarito i punti che restavano ancora un pò controversi in merito all’informazione ricevuta dal nostro Primo Ministro, Matteo Renzi, dal Presidente Barack Obama, sulla morte dell’operatore umanitario italiano, Giovanni Lo Porto. Ha detto quello che tutti si aspettavano sentir dire, perché già spiegato in parte dalla stessa amministrazione americana.

Le difficoltà nello stabilire come sono andate veramente le cose e, persino, nell’avere la conferma della morte di Lo Porto e del cooperante americano,Warren Weinstein,perché i fatti si sono svolti  in un territorio davvero ostile, quello dei cosiddetti territori tribali del Pakistan, che tradotto vuol dire le regioni controllate dai talebani, al confine con l’Afghanistan

Il mesto annuncio di Barack Obama aveva scatenato in precedenza un mare di polemiche. La Casa Bianca aveva ammesso che due ostaggi detenuti da al-Qaeda in Pakistan erano stati accidentalmente uccisi nel corso di un bombardamento effettuato con dei droni statunitensi provocando la morte dell’italiano Giovanni Lo Porto, detenuto dal 2012, e di un ostaggio statunitense, Warren Weinstein, oltre che un capo dell’organizzazione terroristica.

E’ stato direttamente lo stesso Presidente Obama a confermare l’operazione, a scusarsi con le famiglie, cui andrà un risarcimento, e a far sapere che aveva già informato Matteo Renzi.

I due si erano incontrati negli Stati Uniti la scorsa settimana, e,quindi, l’annuncio di Obama ha dato la stura a violente polemiche dirette verso Matteo Renzi, sospettato da molti di aver saputo della cosa da tempo e di averla tenuta per se.

Secondo quanto riporta anche la stampa Usa, il Presidente Obama è stato messo al corrente della situazione solo da pochi giorni. Cosa che non chiarisce quanto l’inquilino della Casa Bianca  sapesse al momento del suo incontro con Renzi a Washington. Prima Cia ed Fb, infatti, i sono dovute giungere alla conclusione che l’operazione dello scorso 15 gennaio, destinata all’eliminazione di quattro terroristi nelle zone tribali del Pakista, alla fine aveva lasciato sul terreno sei corpi.

L’Fbi, comunque, rivela il New York Times, già in febbraio aveva messo in allarme la famiglia di Warren Weinstein sulla possibilità che il loro caro potesse essere stato ucciso. In quei momenti, però, anche gli agenti federali non avevano ancora potuto raggiungere alcuna conclusione certa.

Alle caute ricerche sul territorio pare che si siano aggiunte sofisticate intercettazioni telefoniche e di conversazioni elettroniche. Alla fine è giunta l’amara conferma: sono i due operatori umanitari, per di più uno è americano, uccisi del tutto involontariamente con i loro carcerieri.

E’ chiaro, allora, che per l’Amministrazione Obama la situazione si è fatta delicata. Quell’operazione militare aveva provocato l’ennesima reazione negativa del Pakistan che non gradisce interventi del genere non concordati da parte degli Usa. Lo stesso Obama si era impegnato a non autorizzare bombardamenti con i droni se non ci fosse stata l’assoluta certezza che non ci sarebbe state vittime tra la popolazione e non terroristi. Insomma, una bella grana per il Presidente che può spiegare i lunghi tempi con cui si è giunti al drammatico annuncio ufficiale.

Forse tutte queste considerazioni non serviranno a far rientrare le polemiche e portare tutti, magari, a riflettere ancora di più sulla figura dei due operatori umanitari così drammaticamente uccisi. Per quanto riguarda Giovanni Lo Porto, l’organizzazione tedesca per cui è stato impegnato su tanti fronti caldi negli anni si dice stupita per la mole immensa di email che stanno giungendo da ogni parte del mondo. Se lo merita e le polemiche di queste ore rischiano solamente di mettere il suo sacrificio ai margini dell’attenzione.