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Ancora aperta la questione sulle cartelle Agenzia delle Entrate firmate da funzionari nominati illegittimamente

Ancora aperta la questione sulle cartelle Agenzia delle Entrate firmate da funzionari nominati illegittimamente

Riproponiamo a seguire l’articolo da noi pubblicato non appena si é saputo che la Corte Costituzionale aveva giudicate non valide le nomine di circa 800 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate su 1000. Secondo la stragrande maggioranza dei commentatori, la nullità delle nomine si porta dietro automaticamente, ed in modo non sanabile, la nullità di tutti gli atti firmati dai funzionari coinvolti.

Dobbiamo tornare sopra la questione perché la direttrice dell’Agenzia, Rossella Orlandi, fa conoscere la sua personale opinione e cioé che tutti gli atti in questione restano validi e che, pertanto, é inutile opporsi. Lamenta però il fatto che la sentenza della Corte comporti dei problemi alla futura attività dell’ente da lei diretto perché, evidentemente, mancherà un numero consistente di dirigenti in grado di avviare, seguire,concludere e firmare le pratiche che si concluderanno in una cartella esattoriale.

Viene spontaneo fare alcune velocissime riflessioni. La prima é che le due dichiarazioni della direttrice dell’Agenzia delle Entrate cozzano tra di loro perché delle due l’una: o le pratiche inviate ai cittadini possono essere firmare solamente da dirigenti che si trovano nel pieno esercizio delle loro funzioni oppure possono essere liquidate da un impiegato qualsiasi.
Poi, viene da interrogarsi sul fatto che per quattro anni, ripetiamo quattro anni, sono state fatte firmate pratiche da dirigenti che tali non erano e che, come é stato appena confermato autorevolmente dalla Suprema Corte, apponendo le loro firme rischiavano di vedersi contestare il loro operato mettendo a rischio, come molto probabilmente accadrà, considerevoli somme dovute all’erario dai cittadini e società oggetto delle cartelle in questione. Ovvio, allora chiedersi: qualcuno pagherà per tutto ciò se invece i ricorsi verranno accolti e molte somme dovute al fisco finiranno in cavalleria?

Infine, l’ultimo quesito: ma la dirigente dell’Agenzia delle Entrate dimentica che in caso di ricorso non sarà né lei, né uno dei suoi dirigenti, ammesso che la sua nomina sia valida, a decidere su eventuali azioni avviate dai cittadini di fronte alla magistratura?

Nei panni dell’Agenzia delle Entrate, e del Ministero che ne deve controllarne gli atti, forse sarebbe più saggio cominciare a riflettere sulla necessità di cambiare rotta ed atteggiamento non appena arriva una sentenza del Tar e del Consiglio di Stato che li riguarda. Invece, loro per quattro anni sono andati per la loro strada come se le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato in materia non contassero molto.

Ecco l’articolo in questione:

“In questo Paese, il primo che non rispetta regole e leggi, purtroppo, sembra essere lo Stato. Una conferma ulteriore è venuta dalla incredibile vicenda che coinvolge l’Agenzia delle Entrate. Circa 780 funzionari dell’Agenzia hanno svolto le loro funzioni senza averne i titoli perché sono stati nominati in maniera illegittima, senza passare da un regolare concorso.
Per un apparato dello Stato che vuole incassare tasse e balzelli dai cittadini, anche sulla base di un forte richiamo al senso della solidarietà civile e del rispetto delle regole, non è male. La cosa ancora più disdicevole è che, nonostante si fosse già pronunciato in materia persino il Consiglio di Stato, l’Agenzia ha voluto portare il caso dinanzi alla Corte Costituzionale che le ha dato completamente torto. Quelle centinaia e centinaia di nomine sono assolutamente illegittime, hanno tuonato i supremi giudici di Palazzo della Consulta, e altrettanto illegittimi sono tutti i documenti firmati da tutti costoro nel frattempo.
Così, chissà quante cartelle esattoriali e richieste di pagamento non sono regolari e, quindi, del tutto nulle. I cittadini interessati potranno opporsi a questi atti, così come alle relative e conseguente cartelle inviate da Equitalia, assolutamente privi di validità in qualsiasi momento senza dover tener conto dei termini perentori su di essi indicati.
Tra le domande che immediatamente sorgono c’è sicuramente quella sui costi che una tale situazione potrebbe comportare per l’erario, giacché in molti casi, potrebbe scattare a favore dei contribuenti i termini di una eventuale prescrizione.
Le reazioni non sono mancate anche nel mondo politico. L’on. Federico Fauttilli, del gruppo parlamentare Per l’Italia- Centro democrati e componente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, ha immediatamente presentato un’interrogazione nella quale si ricorda che “la pubblicazione della sentenza in «Gazzetta Ufficiale» determinerà, da quella data, la decadenza dall’incarico di tutti quei dirigenti, oggi operativi nelle agenzie delle Entrate e delle Dogane, nominati con la stipula di un contratto a termine e senza un concorso;
la Corte, oltre a stabilire che «il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito di un’amministrazione pubblica debba avvenire previo esperimento di un pubblico concorso, e che il concorso sia necessario anche nei casi di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio», ha sottolineato come anche il passaggio a una fascia funzionale superiore comporti «l’accesso a un nuovo posto di lavoro corrispondente a funzioni più elevate ed è soggetto, pertanto, quale figura di reclutamento, alla regola del pubblico concorso»;
pur sussistendo la possibilità di delega del potere accertativo da parte del dirigente anche a semplici funzionari, è chiaro che questa situazione potrà determinare un forte rischio di paralisi per gli uffici;
secondo il sindacato Dirpubblica- prosegue l’on. Fauttilli- «un incalcolabile numero di atti e di circolari amministrative (interne ed esterne) rischia di essere travolto dalla nullità delle designazioni»;
sarebbero circa 1.200 gli incarichi dirigenziali (secondo le sigle sindacali) affidati a funzionari senza concorso tra agenzia delle entrate e dogane, a fronte di 400 dirigenti di ruolo in via di esaurimento per raggiunti limiti di età;se non ritenga di pubblicare sul sito delle agenzie fiscali l’elenco dei dirigenti interessati dagli effetti della sentenza al fine di garantire trasparenza e informazione ai cittadini che attendono di avere notizie anche rispetto alla completa legittimità degli atti emessi in passato da questi dirigenti”.

Nel frattempo, però, con la pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale sono stati indirettamente svelati i nomi dei funzionari coinvolti dalla vicenda. Essi, infatti, sono citati in quanto parti della causa tenuta di fronte al Consiglio di Stato.
Allora, tutti gli interessati possono spulciarsi l’elenco e controllare se uno di quei nomi compare come il funzionario richiedente il pagamento di quanto lo Stato ritiene di doversi far dare. Se lo merita?”

 

Per la sentenza del Consiglio di Stato ed elenco funzionari Agenzia dell’Entrata: Clicca Qui