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Catturato il capo della cellula jihadista che ha ucciso 21 turisti a Tunisi. Operazioni ed arresti in Italia e in Marocco

Catturato il capo della cellula jihadista che ha ucciso 21 turisti a Tunisi. Operazioni ed arresti in Italia e in Marocco

Arrestato in Tunisia il capo del gruppo armato responsabile dell’attentato al Museo del Bardo. La polizia di Tunisi avrebbe appurato che il gruppo di terroristi era composto da almeno 16 persone, di cui due tunisini appena tornati dalla Siria dove avevano combattuto nei gruppi dei jihadisti dello Stato Islamico.

Della cellula facevano parte i due terroristi che hanno eseguito l’attacco al museo prima di essere uccisi. Si tratta di Jaber Kachnaoui e Yassine Abidi esponsabili della morte di 21 persone.

La polizia del paese nord africano sta ancora ricercando il terzo componente del commando che si é reso latitante subito dopo la strage: Maher Kaidi.

Nei giorni scorsi sono già stati realizzati in Tunisia 20 arresti di sospetti componenti i gruppi terroristici jihadisti.

Domenica prossima, 29 Marzo, si terrà nella città di Tunisi una marcia internazionale contro il terrorismo sotto lo slogan “Le monde est Bardo”, Tutto il mondo é Bardo.

Intanto altre operazioni di polizia contro cellule estremiste islamiche sono state condotte in Italia e in Marocco. Nel nostro Paese é stata scoperta un’organizzazione terroristica con collegamenti anche in Albania. Due, infatti, gli albanesi arrestati assieme ad un italiano che si pensa sia l’autore di un documento jihadista scritto nella nostra lingua.

In Marocco decine di sospetti sono stati fermati. Si tratta di giovani tra i 19 ed i 30 anni di età che si sospetta fossero in procinto di organizzare attacchi contro ufficiali di polizia e funzionari pubblici. Le forze di sicurezza hanno condotto operazioni in diverse città, tra cui Marrakesh.
Il gruppo è sospettato di aver reclutato per contro dell’ISIL numerosi combattenti da inviare in Iraq e Siria .
Secondo le autorità di rabat, sarebbero ben 1.354 i marocchini che si sono uniti ISIL in Siria e in Iraq.

Sempre secondo le notizie rese note dagli inquirenti marocchini, in 156 avrebbero fatto ritorno in Patria, mentre in 246 sarebbero stati uccisi in Siria ed altri 40 in Iraq. 185 sono le donne marocchine facenti parti del gruppo, con al seguito 135 bambini.

Il gruppo terroristico si sarebbe procurato le armi attraverso l’enclave spagnola di Melilla, sulla costa settentrionale del Marocco.