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Il voto dei comuni può rimescolare tutto. Grillo: pronti a governare

Il voto dei comuni può rimescolare tutto. Grillo: pronti a governare

Come in molti prevedevano, il voto in molti comuni per le elezioni amministrative, che del resto ha riguardato milioni di elettori e le principali città italiane, sta rimescolando il dibattito politico e, sicuramente, rimette in crisi i principali schieramenti tradizionali del Centro destra e del Centro sinistra.

Anche Beppe Grillo, come già nei giorni scorsi avevano fatto Di Maio e la Raggi, fa sapere che il Movimento dei Cinque Stelle è pronto a governare.

Ovviamente, Grillo sa benissimo che gli altri faranno di tutto per evitare proprio che sia il suo M5S a vincere le prossime elezioni politiche generali che, in linea di massima, dovrebbero essere tenute nel 2018 come ha sempre annunciato Matteo Renzi.

Anche perché la speranza è che nei due anni che mancherebbero potrebbe vedersi ridurre la spinta propulsiva dei Cinque Stelle, puntando magari nel fallimento dell’esperienza amministrativa della Raggi a Roma e dell’Appendino a Torino.

Nel Pd la minoranza ritorna a chiedere che il partito rifletta sulla gestione Renzi e riparta dall’abbandono da parte sua almeno delle segreteria limitandosi a mantenere l’incarico di Palazzo Chigi. Renzi prova ad esorcizzare questa possibilità sostenendo che il vero giudizio sulla sua esperienza verrà dal voto del prossimo ottobre al referendum sulle modifiche costituzionali da lui volute ad ogni costo.

Intanto, però, la vera partita dei prossimi mesi si giocherà sulla riforma elettorale su cui è chiamata a pronunciarsi al più presto anche la Corte Costituzionale. Quell’Italicum, insomma,che anche la minoranza interna vuole modificare in cambio del pieno sostegno delle riforme  costituzionali al referendum.

I problemi non mancano nel Centro destra, dove i successi vantati nello scontro elettorale di poche ore fa riguardano solamente centri minori mentre bruciano le sconfitte di Milano, Bologna e Napoli dove i suoi candidati hanno perso nello scontro diretto con quelli del Pd e De Magistris.

Il leader di Ncd, Alfano, parla della fine del vecchio Centro desta e della necessità di percorrere  nuove strade. Lui non lo cita, ma le ultime vicende di salute di Silvio Berlusconi ripropongono più che mai la questione di una riorganizzazione e della scelta di un nuovo gruppo dirigente.