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Vince la Merkel con il 41,5, ma non le basta per governare da sola. Voto “europeista”, con forti interessi per la Germania

Vince la Merkel con il 41,5, ma non le basta per governare da sola. Voto “europeista”, con forti interessi per la Germania

La Cancelliera Merkel ha avuto un significativo successo alle elezioni per il rinnovo del Bundestag. Quel 41,5 per cento rappresenta il segno di un grande consenso e l’indicazione precisa dell’intenzione della grande maggioranza dei tedeschi di non voler cambiare e di non voler fare un “salto nel buio”, come avrebbe significato un voto di sostegno agli antieuropeisti.

Il 41,5 per cento, però, resta ancora lontano da quel 43 per cento che avrebbe assicurato alla Cancelliera la possibilità di governare da sola. I suoi alleati liberali, infatti, con il loro 4,8 per cento restano sotto il quorum del 5 e non ritornano il Parlamento.

Scontano l’errore di essersi fidati della pulsione emotiva antieuropeista ed avere, così, finito per consolidare, verso il centro, le posizioni più guardinghe e moderate dei democristiani e, sul fronte più estremista, quel Afd che aveva fatto dello sciovinismo nazionalista antieuropeo il proprio biglietto da visita.

Anche i socialdemocratici della Spd aumentano, con il loro 25,7 per cento. Non al punto da impensierire la Cancelliera da cui sono rimasti molto staccati.
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Ora, devono vedere come Angela Merkel intenda trovare i voti che le servono, anche se le sue alternative non sono molte: “grande coalizione” con i socialdemocratici o, come pensa qualcuno, governo con la pattuglia dei verdi arrivata all’8,4 per cento.

La sinistra estrema continua a non crescere e non va oltre l’8,6 per cento a conferma che la gestione economica di Angela Merkel finisce per essere considerata senza tante alternative.

L’estabishment europeo tira un respiro di sollievo. Con il successo dei democristiani si continua ad andare avanti sulla stessa strada senza violenti scossoni. I telegrammi di complimenti si sono sprecati dalle altre 27 capitali a Berlino. Anche Enrico Letta si è detto soddisfatto per un voto che premia l’Europa.

L’immediato futuro ci dirà non solo come la Cancelliera intenda impostare il suo terzo mandato, cosa che le fa uguagliare i successi della signora Thatcher, ma soprattutto rivelerà l’impronta da dare alle modifiche da introdurre alla politica economica europea.

Se va bene ai tedeschi, come conferma il voto appena espresso da loro, si dimostra sempre più stretta per il resto dei paesi europei.
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Con le elezioni tedesche, insomma, finisce quel “limbo” in cui è finita congelata, la cosa è durata oltre 18 mesi, la discussione sul futuro dell’Europa, dell’Euro e dei nuovi equilibri da ristabilire all’interno dell’Unione dove i piatti della bilancia tra Nord e Sud si sono divaricati oltre un punto limite che non può non preoccupare anche Angela Merkel e l’economia tedesca.

Giancarlo Infante