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Vatileaks: è stato Papa Francesco ad autorizzare gli arresti effettuati per i furti di documenti

Vatileaks: è stato Papa Francesco ad autorizzare gli arresti effettuati per i furti di documenti

Dalle carte presentate dall’accusa nel corso del processo avviato in Vaticano per la fuga e pubblicazione di documenti riservati si evince che è stato lo stesso Papa Francesco ad autorizzare i due arresti che hanno dato l’avvio all’inchiesta prima e al dibattimento poi.

Sotto processo ci sono cinque persone perché oltre alle due arrestate, monsignor Lucio Vallejo Balda e la consulente Francesca Chaouqui, quest’ultima poi rilasciata, sono di fronte alla Corte anche  i due giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, autori di due libri che ruotano proprio attorno alla pubblicazione di carte che erano a disposizione del Papa e che sono state sottratte e fatte divulgare. Ai quattro è stato aggiunto anche l’assistente Nicola Maio, anch’egli ex collaboratore della Commissione referente sulle strutture economiche e amministrative della Santa Sede (Cosea).

L’accusa ufficiale del rinvio a giudizio, infatti, è proprio quella di “divulgazione illecita di informazioni e documenti riservati”, un reato introdotto in Vaticano sotto Papa Francesco dopo le vicende che si svolsero alla fine del pontificato di Benedetto XVI e che portarono alle sue dimissioni.

Ad esclusione dei  giornalisti, gli altri tre accusati rischiano la condanna per quella che in Italia è definita  associazione a delinquere in base alla quale sono previste pene tra i quattro e gli otto anni di reclusione.