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Usa: la Cina accusata di utilizzare agenti segreti per costringere cinesi espatriati a rientrare

Usa: la Cina accusata di utilizzare agenti segreti per costringere cinesi espatriati a rientrare

Il governo Obama ha avvertito la Cina perché cessi l’invio di agenti negli Stati Uniti per condizionare cinesi espatriati e costringerli a rientrare in patria e recuperare soldi di cui sono in possesso, magari illegalmente. Secondo fonti giornalistiche questo costituirà uno degli argomenti che Obama affronterà nel corso di una visita di stato organizzata per il prossimo settembre negli Usa dal presidente cinese Xi Jinping.

Il presunto programma avrebbe il nome in codice Operazione Fox Hunt e sarebbe distinto dalle tradizionali attività di spionaggio organizzate dalla Cina contro gli Stati Uniti. Secondo il New York Times gli agenti cinesi sarebbero operativi sotto la direzione del Ministero di Pechino della Pubblica Sicurezza e, probabilmente, entrano negli usa con visti turistici o commerciali. Le loro tattiche prevederebbero anche minacce ai familiari rimasti in Cina.

Più di 930 sospetti agenti in tutto il mondo sarebbero stati scoperti espulsi e rimandatiti in Cina lo scorso anno nell’ambito del programma.

I ricercati attraverso l’Operazione Fox Hunt si ritiene siano cinesi accusati di corruzione, ma anche di quelli che in Cina sono considerati reati politici.