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Ungheria: migranti a piedi in migliaia per rispondere ai treni bloccati. Usa: la crisi durerà 20 anni

Ungheria: migranti a piedi in migliaia per rispondere ai treni bloccati. Usa: la crisi durerà 20 anni

L’idea di bloccare i treni dei migranti diretti verso l’Austria si è rivelato un boomerang per il Governo di Budapest. A migliaia si sono messi in marcia a piedi lungo i binari e sull’autostrada dando l’idea di un’Ungheria proprio allo sbando.

Continuiamo così ad assistere in diretta al consumarsi di un dramma che riguarda popoli e continenti e l’Onu è costretto ad uscire dal torpore, ma lo fa invitando l’Europa ad accogliere almeno 200 mila profughi. Purtroppo, non avvia una discussione su come si possa a livello mondiale affrontare i problemi che stanno alla base delle migrazioni del mondo moderno.

Secondo gli esperti del Pentagono statunitense il fenomeno migratorio che sta interessando l’Europa è destinato a durare almeno per i prossimi venti anni. La dichiarazione giunge proprio mentre nel Vecchio continente sembra aumentare il livello di responsabilità che sotto la spinta di Germania, Francia ed Italia stanno assumendo vari paesi in vista del vertice del prossimo 14 settembre da cui dovrebbero scaturire nuovi provvedimenti da adottare per iniziare ad affrontare il problema in una dimensione sovranazionale.

Le immagini e le notizie scioccanti degli ultimi giorni stanno scuotendo la pubblica opinione, gli organi d’informazione ed i politici di tutti i 28 paesi dell’Unione. Ma se resta la chiusura totale da parte dell’Ungheria con i profughi costretti a reagire al blocco dei treni in altri paesi qualcosa si sta muovendo.

La Gran Bretagna, ad esempio, sta modificando sensibilmente la propria posizione e dopo mesi di no assoluti, il Premier Davide Cameron sembra sia ora disposto  ad accogliere almeno 6 mila profughi siriani tra quelli attualmente accolti nei campi profughi del Medio Oriente.

Dappertutto, a le chiese sono mobilitate perché i politici e le diverse società civili assumano una maggiore responsabilità di fronte ad un gravissimo fenomeno su cui molto si è parlato e poco si è fatto.