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Un puzzle della memoria per Roma con altri 15 “Stolpersteine” dell’artista tedesco Gunter Demning

Un puzzle della memoria per Roma con altri 15 “Stolpersteine” dell’artista tedesco Gunter Demning

La forma è quella cubica di pietre da rivestimento stradale, ma sulla sommità dei sanpietrini è posta una lastra d’ottone con incisi il nome ed il cognome del deportato, la sua età e la data in cui è stato condotto nei campi di sterminio nazisti. Battezzate come le “pietre d’inciampo”, le Stolpersteine vengono incastonate ogni anno a Roma (a partire dal 2010) davanti alle abitazioni dei cittadini perseguitati per la loro religione, etnia, orientamento sessuale o politico, con l’intento di lasciare un segno della loro scomparsa nella memoria collettiva. Dopo averli installati per la prima volta a Colonia nel 1995, l’artista Gunter Demning ha continuato a distribuire sanpietrini della memoria nei Paesi di quasi tutta Europa, arrivando a 40 mila pezzi.

1a1751 sampietriniQuest’anno nella Capitale, tra il 13 e 14 gennaio, l’artista tedesco ha aggiunto altre 15 “pietre d’inciampo” alle 191 installate per le strade di Roma durante le edizioni passate. Due sono state posizionate davanti al carcere di Regina Coeli, in ricordo dei deportati politici Jean Bourdet e Paskvala Blazevic.

Posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la quinta edizione di “Memorie d’inciampo” a Roma è stata curata da Adachiara Zevi, con il Patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Roma.

Assorbiti nel tessuto della città e posti sotto i piedi dei suoi abitanti, le Stolpersteine di Demning catturano lo sguardo e spingono a “inciampare” nel ricordo degli ebrei, degli omosessuali, dei rom e degli oppositori politici perseguitati, nel tentativo di restituire loro l’identità perduta nei lager.

Isadora Casadonte