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Un italiano su tre a rischio povertà

Un italiano su tre a rischio povertà

Sempre più italiani a rischio povertà o esclusione sociale. Secondo l’Istat, che ha pubblicato il rapporto  “Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie”, si è raggiunto lo scorso anno una percentuale del  30 rispetto al 28,7% dell’anno precedente.

Il 50% delle famiglie vive con 2.016 euro al mese  e il loro reddito medio  è di 2.500 euro , cioè poco meno di 30 mila euro all’anno.

L’Istat rileva l’ aumento sia l’incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente disagiate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%).

Il Sud d’Italia è la zona con il più alto rischio di povertà  con il 46,9%, mentre una percentuale minore è registrata  nel Nord-ovest dove si è comunque saliti al 21,0% dal 18,5%  e nel Nord-est  con il 17,1% del 2016 incrementato rispetto al 15,9% dell’anno precedente. Nel Centro del Paese si raggiunge un quarto della popolazione, con il 25,1.

Le famiglie più numerose, con cinque o più componenti, sono le più esposte al rischio di povertà con il 43,7% . Quelle con uno o due componenti, però, indicano una tendenza al peggioramento con una percentuale che sale  al 34,9% dal 31,6%.

In valori assoluti, l’Istat indica in oltre 18 milioni le persone a rischio povertà di più di cinque milioni del numero  previsto.  L’ente pubblico di statistica sottolinea l’importanza dell’ aumento delle disuguaglianze economiche e sociali, nonostante l’aumento del reddito complessivo.

Secondo i dati Istat, “la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata”. Ciò significa che la forbice tra i ricchi e i più poveri si  è allargata.