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Turchia: il golpe costato 265 morti

Turchia: il golpe costato 265 morti

Il golpe tentato dai militari turchi contrari al Presidente della Repubblica, Erdogan, ha provocato la morte di 265 persone, di cui 161 civili. Questo il bilancio ufficiale reso noto alla distanza di poco più di 12 ore dal fallimento del colpo di stato cui emerge che ha partecipato solo una parte dell’esercito.

3.000 i militari arrestati e 2.700 i magistrato silurati senza che siano chiari i rapporti tra i due provvedimenti tra di loro. Decisioni comunque in linea con la promessa di Erdogan che una volta rientrato nelle sue funzioni avrebbe utilizzato il pugno di ferro contro i suoi oppositori.

Alla fine sembra che il pronunciamento militare, che ha visto coinvolti soprattutto i ranghi intermedi, sia fallito perché non hanno partecipato la stragrande maggioranza dei generali e neppure, sembra, tutte e tre le armi. A quel punto ha avuto buon gioco l’appello di Erdogan rivolto alla popolazione di scendere nelle strade dove i militari insorti non hanno voluto sparare sulla folla.

Prima che le truppe rientrassero, le principali cancellerie internazionali, a partire da quelle di Stati Uniti, Unione europea a Nato, si sono espresse a favore del governo democraticamente eletto, togliendo definitivamente il sostegno ai rivoltosi.

Per ore vi era stata incertezza sulla sorte di Erdogan che si trovava a Bodrum in vacanza e l’unico modo suo per restare in contatto con il paese sono stati quei social network da lui tanto poco amati, come twitter e facebook. Il suo appello al popolo, infatti, è stato diffuso attraverso uno smartphone.

Adesso, si tratta di vedere le conseguenze interne ed internazionali per gli attuali assetti turchi. Secondo alcuni analisti, che vedono in questo golpe finito male la conferma del gravissimo e profondo disagio che vive il paese, praticamente spaccato in due, i fatti delle ultime ore finiranno per avere delle conseguenze negative anche per Erdogan.