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Tumori del pancreas: la ricerca aggiusta il tiro

Tumori del pancreas:  la ricerca aggiusta il tiro

Un killer subdolo, spietato e invisibile. Colpisce silenzioso e quando lo scopri è tardi. L’obiettivo è il pancreas, un organo lungo poco più di 15 centimetri, situato in profondità nell’addome, tra lo stomaco e la spina dorsale, circondato dal fegato, dall’intestino e da altri organi. L’aggressore è il tumore.

Il pancreas è organo “multifunzione”, vitale. Produce i succhi pancreatici, fluidi contenenti enzimi che contribuiscono alla digestione; i succhi pancreatici percorrono una serie di condotti che confluiscono nel dotto pancreatico e da qui nel duodeno, cioè nella parte iniziale dell’intestino tenue.

pancreas2 lab_workerIl pancreas, inoltre, è una ghiandola che produce insulina e altri ormoni che, dopo essere entrati in circolo, raggiungono tutto l’organismo e servono per utilizzare o immagazzinare l’energia derivante dagli alimenti.
Quando viene diagnosticato un tumore al pancreas, essendo oltretutto al suo esordio quasi asintomatico, nella maggior parte dei casi è, infatti, troppo tardi. Una “disseminazione metastatica” è già avvenuta.

Un significativo passo avanti nel trattamento di questo tumore arriva ora dallo studio MPACT (Metastatic Pancreatic Adenocarcinoma Trial), uno studio clinico di fase III che prevede la somministrazione dell’associazione di Nab paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina in nano particelle) con gemcitabina in pazienti affetti da adenocarcinoma metastatico in stadio avanzato non operabile.

pancreas12 imagesIl successo di questa associazione è dovuto alla presenza del paclitaxel racchiuso in un guscio di albumina in nano particelle (Nab); l’albumina,infatti, è tra i principali nutrienti delle cellule tumorali e nella terapia combinata agisce da esca. Una volta entrata nei bersagli si lega alle proteine Sparc, espresse prevalentemente nell’ambiente neoplastico e libera il paclitaxel, pronto ad aggredire il tumore.

Nab paclitaxel somministrato in associazione a gemcitabina, ha dimostrato di poter ottenere un aumento del 59 per cento nella sopravvivenza a un anno (35% versus 22%, p=0.0002) e un tasso di sopravvivenza raddoppiato a due anni (9% versus 4%, p=0.02) rispetto a gemcitabina da sola. Inoltre nab-paclitaxel non necessita dell’utilizzo di solventi, che sono causa di molti degli effetti collaterali di altri farmaci anti-tumorali.

MPACT è uno studio di fase III promosso da Celgene Corporation, azienda biofarmaceutica multinazionale fondata nel 1986, che ha scelto come missione di migliorare la salute dei pazienti in tutto il mondo, cercando di studiare farmaci realmente innovativi per le neoplasie del sangue, i tumori solidi, le patologie infiammatorie più severe. Ma cauto ottimismo, dunque, prima ancora che speranza.

Martina Angelone