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Trend in crescita per le crociere 24 milioni di passeggeri nel 2015

Trend in crescita per le crociere  24 milioni di passeggeri nel 2015

Nonostante la crisi economica mondiale il comparto delle crociere procede in decisa controtendenza. E’ uno studio dell’Istituto di ricerca britannico Ocean Skipping Consultants a rivelarlo. Nel 2015, secondo le stime dell’Istituto di ricerca, il numero di passeggeri che saliranno sulle navi da crociera potrebbe attestarsi sui 24 milioni contro i 21 fatti registrare sino ad oggi. Un incremento destinato a salire, tanto che gli esperti prevedono in dieci anni una crescita ulteriore del 7 per cento. Cifre da capogiro se si considera la capacità dell’intera flotta mondiale, anche tenendo conto dei futuri ordini.

Al momento, la parte del leone la farà ancora il Nord America in quanto a provenienza dei passeggeri e a numero degli operatori crocieristici, ma Asia, Europa e Oceania avranno un’importante crescita che si rifletterà soprattutto sugli investimenti nei porti, nella costruzione di nuove unità e nel settore delle riparazioni navali.

aaaacrociere4I turisti asiatici saranno quelli che in proporzione aumenteranno più degli altri nell’immediato futuro a conferma del fatto che il settore delle crociere potrà, già nel breve periodo, contare su una nuova clientela emergente. Oggi l’intero mercato è dominato da un numero ristretto di compagnie con le prime 15 realtà al mondo che raggiungono quasi l’80 per cento della capacità totale di passeggeri, mentre le prime cinque aziende crocieristiche (Royal Caribbean, Carnival Cruise, Princess, Costa, Norwegian Crouise) collezionano da sole il 49 per cento del totale. Una concentrazione piuttosto evidente che risulta ancora più netta se si ragiona in termini di distribuzione della capacità della flotta: in questo caso infatti i primi tre colossi detengono addirittura il 73 per cento della capienza totale.

Il Mediterraneo resta poi, dopo i Caraibi, la seconda area delle crociere, mentre per quanto riguarda i porti il Nord America è leader con circa 10,74 milioni di passeggeri che si sono imbarcati nel 2012. Per quanto riguarda invece le costruzioni, aaaacrociere3i cantieri del Vecchio Continente continuano ad essere il principale centro per la fabbricazione di nuove unità anche se è sempre più forte la concorrenza proveniente dall’Asia. Le riparazioni vanno forte soprattutto negli Usa, in Canada e in alcune zone dell’Europa occidentale, mentre i prezzi medi per le nuove unità negli ultimi anni hanno subito una leggera flessione rispetto alle cifre del 2009.

In Italia i dati relativi al traffico crocieristico continuano a crescere anche se questo tipo di mercato, al momento, deve fare i conti con due grandi punti interrogativi. Il primo è rappresentato dalla crisi economica che attanaglia da tempo l’intero continente europeo, mentre il secondo riguarda l’instabilità politica di Medio Oriente e Nord Africa con la situazione egiziana che in queste settimane appare come la più delicata.

Secondo il report 2012 presentato a Bruxelles da Cruise Lines International Association, l’Italia è al primo posto in Europa per il contributo del comparto crocieristico sull’economia, con un valore di 4,5 miliardi di euro, in crescita dello 0,2 per cento rispetto all’anno precedente. Le realtà che in questa classifica seguono il primato del nostro Paese sono Germania e Regno Unito, con un valore di 2,9 miliardi di euro ciascuno.

Enrico Barone