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Trattative sul conflitto siriano: si aprirà un corridoio umanitario ad Homs per donne e bambini. L’inviato dell’Onu, Brahimi: si va avanti con un “mezzo passo alla volta”

Trattative sul conflitto siriano: si aprirà un corridoio umanitario ad Homs per donne e bambini. L’inviato dell’Onu, Brahimi: si va avanti con un “mezzo passo alla volta”

Le donne ed i bambini potranno lasciare la città siriana di Homs sotto assedio da circa un anno e costretti a vivere in una situazione disumana, oltre che di quotidiano terrore.

Così, dalla Conferenza sulla Siria, la oramai conosciuta da tutti come “Ginevra 2”, anche se si svolge a Montreux, giunge notizia su piccoli risultati raggiunti grazie alla pressione internazionale sempre più stringente sulle opposte parti in campo. Del resto, in circa 34 mesi di dura guerra civile, i morti totalizzano la cifra di 130 mila e tra sfollati e profughi si raggiungono abbondantemente i nove milioni. Quasi tutta la popolazione della Siria.

Le immagini disponibili, da sole, la dicono lunga su quanto crudo e violento è stato,  ed è tuttora, lo scontro tra il Governo di Bashar al- Assad, sostenuto in particolare da Iran e Russia, ed i gruppi di insorti riuniti nella Coalizione nazionale che ha sede in Turchia.

Le ultime notizie rese note dall’inviato dell’’Onu, l’algerino  Lakhdar Brahimi, così,  ripropongono il problema del bicchiere “mezzo vuoto e mezzo pieno”, a patto che, parlando di cose così drammatiche, ci si possa perdere dietro queste quisquilie.

La cosa che conta, soprattutto per le migliaia di persone travolte dal terrore di Homs, è che qualcosa cominci a muoversi tra due fronti contrapposti i quali, finora, non avevano accettato alcuna forma di dialogo e di convergenza. Neppure su questioni marginali.

distruzioni homs

In realtà, neanche in queste ore si stanno parlando direttamente, pur occupando la “stessa stanza”. Questo è stato già considerato il primo successo della iniziale fase di conversazioni. Si scambiano insulti, ma anche proposte ed idee attraverso l’intermediazione di Brahimi un “grande” dell’arte della diplomazia. Lui si contenta di fare, come ha detto esplicitamente,  “mezzo passo alla volta”. L’importante é farlo tenendo aperto la porta del dialogo per quanto stretta ed improvvisata  essa sia.

Adesso, dopo l’intesa sull’apertura del corridoio umanitario di Homs, le parti sono pronte a riprendere nelle prossime ore questa strana forma di trattative. Un altro miracolo?

Gianluca Scialanga