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Terremoto. I morti sono 291. Funerali ad Ascoli Piceno

Terremoto. I morti sono 291. Funerali ad Ascoli Piceno

Il bilancio dei morti del terremoto nell’Italia centrale si sta sempre più avvicinando a quello dell’Aquila. Siamo adesso a 291 mentre le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie e ad assistere le migliaia di persone rimaste senza casa in quel tratto di terra che si trova a cavallo tra Lazio, Marche ed Umbria.

Intanto continuano le scosse anche se sembrano calare di potenza rispetto alla media di circa 4.0. d’intensità di magnitudo come accaduto negli ultimi tre giorni.

Ad Ascoli Piceno si sono tenuti i funerali di gran parte delle vittime recuperate sul versante marchigiano dell’epicentro. Alla messa, officiata in una palestra dal vescovo D’Ercole, hanno partecipato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i Presidenti di Senato e Camera e Matteo Renzi.

L’Italia intera ha seguito il televisione la cerimonia e le parti salienti delle visite della autorità nelle località particolarmente più colpite da distruzione e lutti. Da tutti, sono giunte le assicurazioni sull’impegno a far si che si avvii una seria ricostruzione e che nessuno venga abbandonato.

funerali ascoli piceno terremoto 1

Le procure della Repubblica di Rieti e di Ascoli Piceno hanno nel frattempo avviato delle inchieste per accertare le responsabilità  soprattutto nel caso dei crolli che hanno interessato le nuove costruzioni realizzate o ristrutturate nel corso degli ultimi anni, come è stato nel caso della scuola di Amatrice.

Il bilancio di questo disastroso sisma è appesantito soprattutto dalle conseguenze che vengono dalla parte dell’epicentro che sta nella parte del reatino e soprattutto da Amatrice dove resta ancora ignoto il numero dei dispersi da ricercare sotto le macerie.

 

terr_amatrice24Agosto2016

I sommovimenti della terra hanno abbondantemente superato le 1350 scosse in tre giorni. Alcuni anche di forte intensità. Secondo gli esperti stanno seguendo dei criteri abbastanza definiti in occasioni di eventi tellurici caratterizzati dalla intensità di magnitudo attorno al 6.0 come quello che ha colpito questa fetta di territorio che sta a cavallo tra Lazio, Umbria e Marche. Uno dei più a rischio del nostro paese.

Il fenomeno, ovviamente, influisce sul morale della popolazione sopravvissuta, già così duramente colpita, e costringe i soccorritori ad aumentare ancora la cautela con cui si addentrano tra vicoli e stradine dove i rischi di ulteriori crolli sono davvero alti.

amatrice terremoto 2

Resta alto il numero dei feriti ricoverati in ospedale, soprattutto con codice rosso e giallo, tra i nosocomi di Ascoli, dell’Aquila, Rieti e Roma, dove sono stati trasportati con le eliambulanze.

Controlli ulteriori sono in corso  in un’ampia zona, anche in molte località al di fuori dei più grandi centri cittadini e case isolate. I soccorritori stanno continuando a scavare là dove si sa per certo che si trovassero persone al momento dei crolli.

La difficoltà nel definire il numero dei dispersi nasce dal fatto che al momento del terremoto molte delle persone presenti nella zona più vicina all’epicentro sono in gran parte non residenti e  villeggianti, per cui è molto difficile avere un quadro certo del bilancio finale delle vittime fino a quando non saranno estratti materialmente i corpi da sotto le macerie. E questo nessuno è in grado di dire quando potrà essere messa la parola fine alle operazioni di ricerca,

terremoto norcia

I danni sono ingenti e vanno dal Lazio, all’Umbria e alle Marche. Il sisma è stato distintamente avvertito fino a Roma dove è stata registrata una lunga durata del moto oscillatorio, e lo stesso è accaduto per le scosse che si sono via via succedute.

Il Consiglio dei ministri si è riunito per predisporre un piano di aiuti di sola emergenza perché, al momento, non è certo possibile avviare un piano di ripresa, anche se non mancano già le discussioni su come impostare un tale piano visto che c’è chi già riparla della creazione di nuove città e chi, invece,vuole ricostruire là dove si trovavano le case oggi distrutte.

terremoto pescara tronto

Il  terremoto,  inizialmente segnalato con magnitudo 6.4. e ad una profondità di soli quattro chilometri, è  stato immediatamente seguito da numerose scosse di assestamento molto potenti che hanno tutte toccato i 5 gradi di magnitudo. Molte segnalate nei pressi di Perugia. In questi casi, ovviamente, i soccorritori si sono dovuti ogni volta allontanare dagli edifici per evitare eventuali ulteriori crolli.

Ovviamente,  il  ricordo va immediatamente al terremoto che nel 2009, con una magnitudo 6.3, colpì l’Aquila, lasciando più di 300 morti.