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Telecronisti Sky ospiti da Fazio a “Che Tempo che fa?”. Sindacato giornalisti Rai accusa di fare pubblicità alla concorrenza. Ma dove vive l’Usigrai?

Telecronisti Sky ospiti da Fazio a “Che Tempo che fa?”. Sindacato giornalisti Rai accusa di fare pubblicità alla concorrenza.  Ma dove vive l’Usigrai?

Usigrai e Comitato di redazione di Rai Sport fuori dal mondo, o forse di testa, sembrerebbe. Protestano duramente perché Fabio Fazio ha ospitato due voci storiche del calcio di Sky nella sua trasmissione “Che Tempo che fa?” per “comportamento in evidente contrasto con l’interesse dell’azienda, una campagna per gli abbonamenti alla pay tv”, chiedendo alla Rai provvedimenti. E Fazio replica subito dopo: “Non era uno spot, io sono uomo del servizio pubblico. Siamo la tv di tutti, ed è fondamentale che racconti tutto, ovunque, accada. Raccontiamo i protagonisti ovunque essi siano e lavorino, e non c’era nessun’altra intenzione”.

1a4009 fazioGià, servizio pubblico. Come se i solerti colleghi del sindacato gionalisti Rai, quale è appunto l’Usigrai come pure tutti i Cdr delle Testate della Radiotelevisione italiana, non conoscessero bene il significato della parola “pubblico”, del quale sono troppo spesso usi a riempirsi le bocche. Pubblico, semplificando per farla breve senza scomodare le origini latine da cui proviene il termine, sta di fatto a significare a disposizione di tutti.

E se un fatto o una cosa c’è ed esiste, perché non parlarne e non far conoscere al pubblico, che oltretutto paga il canone per vedere la Rai, perché non dare la notizia o non far parlare chi ha qualcosa di interessante da raccontare anche se lavora per la concorrenza? Fabio Fazio ha fatto benissimo a chiamare nello studio televisivo di rai 3 per cui lavora Fabio Caressa e Beppe Bergomi, che dai microfoni di Sky raccontano agli italiani che amano il calcio le gesta e i risultati dei loro beniamini.

1a4003 fazio Ma all’Usigrai non sta bene, non rendendosi conto che così facendo fanno solo del danno a quel pubblico che vogliono far credere di difendere. A esser maligni, verrebbe da pensare che vogliano attribuire il concetto di pubblico a loro insindacabile giudizio, scegliendo ciò che sia pubblico o no.

Allora, tutti i personaggi d’altre aziende che popolano gli studi Rai a getto continuo invitati nelle numerose diverse trasmissione? Sarebbe come dire, ad esempio, che non si dovrebbe mai dar voce al bravissimo Mentana perché lavora per la 7? Non è così cari colleghi? Avete preso una bella conntonata.

Chissà cosa ne pensa al riguarda il direttore di Rai 1, Giancarlo Leone, che in un’intervista proprio di 63mo Festival della canzone italianaquesti giorni a proposito delle polemiche sugli alti stipendi di Fabio Fazio lamentati strumentalmente da qualche politico, ha, come dire, fatto spallucce sorridendo, dicendo qualcosa che suona così: “uno che fa quegli indici di ascolto che portano tanto denaro in casa Rai lasciamolo fare, faccia quel che gli pare”. Nei limiti della pubblica decenza, s’intende.

Ma in questo caso di indecente, anche a volerlo, non si intravede proprio nulla. Non è che qualcuno nell’Usigrai o più semplicemente nell’universo variegato del sindacato di tutti i giornalisti sia un po’ invidiosetto, o quanto meno un tantino geloso del successo dei colleghi Sky tanto da esser chiamati in studio da Fazio, che di “ascolti” certamente se ne intende?

Fazio è accusato di esser recidivo, reo nel 2010 di aver invitato nel suo salotto il telecronista della concorrenza in vista degli allora imminenti mondiali di calcio in Sud Africa. praticamente come avvenuto ora per le vicine gare del campionato che si terrà in estate in Brasile. Proprio polemicucce di vera bassa lega, sempre per il calcio poi. E mai per gli ospiti di Vespa e delle altre trasmissioni. Un caso singolare e curioso, è proprio vero.

Enrico Massidda