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Il Tar del Lazio: una torre telefonica di 32 metri in mezzo alle case… s’ha da fare

Il Tar del Lazio: una torre telefonica di 32 metri in mezzo alle case… s’ha da fare

Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio respinge il ricorso di un comitato spontaneo di cittadini che si oppongono all’installazione di una torre di Telecom Italia, alta 32 metri, in un comprensorio di Via Giulio Galli, una stradina incantevole ai margini del Parco di Veio a Nord di Roma.

Da oltre due anni il comitato spontaneo dei cittadini denuncia alle autorità comunali i rischi legati alla vicinanza di una imponente torre telefonica a meno di 50 metri dalle abitazioni, con il conseguente pericolo di emissioni elettroniche pericolose per la salute dei cittadini; tra l’altro, uno dei quali è portatore di un pace maker.

L’installazione della struttura, inoltre, comporta il taglio di alcuni pini secolari e sicuramente significa apportare un danno ambientale di una zona protetta dal vincolo paesaggistico.

I cittadini contrari alla installazione si appellano, così, all’art.32 della Costituzione che recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”; delle disposizioni contenute nella legge n. 36 del 22 febbraio 2001, Legge quadro, sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”.

Il comitato spontaneo si avvale anche del protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Roma e le Società Concessionarie di telefonia mobile al fine di verificare e garantire l’informazione, il monitoraggio, il controllo, la razionalizzazione e gli interventi di riqualificazione degli impianti stazioni radio base, oltre che contribuire alla tutela dell’ambiente ed alla minimizzazione della esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici prodotti dai suddetti impianti, nel rispetto delle vigenti normative previste in materia.

Il riferimento del comitato spontaneo alle varie norme e leggi vigenti del nostro paese, però, non sono state giudicate dal Tribunale Amministrativo regionale per il Lazio, di fatto e di diritto, sufficienti a far accogliere il ricorso dei cittadini contro l’installazione della torre telefonica che con i sui 32 metri d’altezza, ricordiamo, è prevista al centro di una serie di palazzine e in vicinanza di altre fonti che già irradiano radiazioni elettromagnetiche.

La sentenza del Tar del Lazio, di ben 20 pagine, specifica le ragioni per le quali ha respinto il ricorso degli abitanti di Via Giulio Galli in base all’accertamento della declaratoria dell’obbligo di provvedere ex art. 31 c.p.a. e dell’insussistenza di qualsiasi presupposto per la realizzazione e l’esecuzione dei lavori per l’installazione del traliccio della Telecom Italia s.p.a. sulla base della autorizzazione presentata, in data 6 agosto 2013;  la Regione Lazio, ponendo soprattutto in rilievo di essersi basata su dati fattuali che non potevano che comportare il rilascio del provvedimento autorizzatorio, ha concluso per il rigetto del ricorso”.

 Dalla sentenza del Tar del Lazio si evince che il tribunale amministrativo regionale ha emesso la sentenza contro il comitato dei cittadini sulla base di riferimenti a numerosi leggi, comma, decreti legislativi, decifrabili solo da avvocati esperti di diritto, che fanno concorrenza alle “matasse imbrogliate” dei poverelli dei Promessi Sposi, cui viene immediatamente ripensare:

Renzo: “Mi scusi signor dottore. Vorrei sapere se a minacciare un curato, perché non faccia un matrimonio, c’è penale”.

Azzeccagarbugli: “Avete fatto bene a venir da me; E’ un caso chiaro, contemplato in cento gride”. Così dicendo, cacciò le mani in quel caos di carte, rimescolandole dal sotto in su. “dev’essere qui sicuro, perché è una grida d’importanza”. “Perché, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente”.

Al di là della sentenza del Tar, spesso sono le numerose norme, regolamenti, leggi, che impediscono una visione chiara di un problema. Certo il tribunale è chiamato a dirimere le controversie, ma spesso una stessa legge può essere interpretata in maniera diversa. Soprattutto quando le forze in campo rappresentano un comitato spontaneo di cittadini e una multinazionale.

Il comitato spontaneo dei cittadini di Via Giulio Galli ha già annunciato che si rivolgerà al Consiglio di Stato contro la decisione del tribunale amministrativo regionale del Lazio.

La prossima puntata fra quanto?

Giuseppe Careri