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Stupratore seriale da fermare due anni prima. Mancata collaborazione tra Italia e Regno Unito

Stupratore seriale da fermare due anni prima. Mancata collaborazione tra Italia e Regno Unito

Nello scorso aprile, l’ex carabiniere Dino Maglio è stato condannato a sei anni e 6 mesi di reclusione per lo stupro di una sedicenne liceale australiana ospitata a casa sua a Padova. Lo stupro è avvenuto dopo che il Maglio ha drogato la giovane. Il contatto tra i due era nato sul sito www.couchsurfing.com che consente lo scambio di ospitalità in tutto il mondo.

Nel corso delle indagini, e del successivo processo, è emersa la possibilità che i casi di violenza addebitabili allo stupratore italiano potrebbero essere molto più numerosi. 14, 15 che coinvolgerebbero ragazze di tutto il mondo attirate dalla sua offerta di ospitalità. Si parla di giovani polacche, canadesi, portoghesi, ceche, tedesche, statunitensi e provenienti da Hong Kong. Al momento, però, solo sei sono state le denunce avanzate dalle vittime per le quali dovrebbero aver corso i relativi processi.

La questione è tornata di piena attualità nelle scorse ore perché The Guardian di Londra denuncia il fatto che lo stupratore sia stato lasciato libero di agire indisturbato per quasi due anni giacché è venuta completamente a mancare la collaborazione tra la Polizia italiana e quella britannica dopo che una denuncia era stata presentata nel Regno Unito, nello Staffordshire, da una ventenne statunitense, fin dalla primavera del 2013.

La denuncia sarebbe caduta nel vuoto, sostengono i giornalisti londinesi che hanno svolto una vera e propria indagine conclusasi con la constatazione che è venuto a mancare l’interscambio necessario tra gli inquirenti in modo da bloccare per tempo il Maglio il quale superava le eventuali diffidenze delle giovani presentandosi come agente di polizia ed offrendo loro di visitare Venezia senza alcun costo per la permanenza in Italia.

Il giornale britannico ha seguito tutto l’iter delle diverse denunce presentata dalla giovane statunitense, anche presso il consolato italiano di New York, ma senza che la cosa portasse ad una seria inchiesta. La Procura italiana competente, come riporta The Guardian, sarebbe stata bloccata o dal fatto che la denuncia non sia stata presentata di fronte ad un’autorità italiana o perché sembra che non sia mai giunta quella avanzata nel consolato italiano negli Usa.

Nel frattempo, il Maglio ha continuato ad ospitare, drogare e violentare le ragazze che ospitava.