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Stufe in Maiolica: una tradizione che unisce efficienza e bellezza

Stufe in Maiolica: una tradizione che unisce efficienza e bellezza

Le stufe ad accumulo in maiolica stanno riconquistandosi un posto d’onore nelle scelte legate al riscaldamento della casa, sia per le loro prestazioni, sia per l’aspetto decisamente particolare e caratteristico che ben si sposa a determinate scelte d’arredo; è questo quanto emerge dalla lettura di diversi blog di settore, come Pellet Blog, che ha addirittura una pagina dedicata proprio soltanto all’analisi delle stufe in maiolica.  La caratteristica primaria di queste stufe è la loro particolare, per non dire unica, tecnica di costruzione: vengono infatti realizzate interamente in materiale refrattario, e successivamente ricoperte di piastrelle in maiolica decorata, che danno alla struttura sia il suo aspetto tipico che il suo nome.

Tale forma così particolare è da ricercarsi sicuramente nell’origine delle stufe in maiolica, che è estremamente antica, e risale probabilmente nella sua forma primitiva ai forni per il pane del 2500 a.C. All’epoca, la struttura era fatta di rami flessibili intrecciati e coperti d’argilla; nonostante i secoli di evoluzione, l’origine è chiara, e anche oggi è possibile trovare modelli di stufa in maiolica che possono fungere anche da forni. Altro materiale spesso utilizzato anche oggi, particolarmente nell’Alto Adige dove queste stufe sono particolarmente popolari, è la steatite, una roccia che offre eccellente resistenza alle alte temperature e insieme altissimo grado di lavorabilità.

In queste stufe, il riscaldamento non è diretto, ma per irraggiamento; il calore generato dalla combustione del legno viene accumulato (come chiarisce il nome tecnico della stufa) nel materiale refrattario, e successivamente viene rilasciato in maniera graduale e prolungata, per una durata di tempo che oscilla fra le sei e le otto ore – il che rende possibile accendere la stufa due o tre volte nell’arco della giornata.

Per un corretto utilizzo delle stufe in maiolica è necessario seguire alcuni semplici accorgimenti, così da scongiurare il pericolo di danni. La questione più importante di cui tenere conto è che la combustione deve essere assolutamente mantenuta lenta; a tale scopo bisogna quindi evitare di impiegare molta legna di piccolo taglio, la quale andrebbe a generare un falò dalla combustione troppo rapida. Questo causerebbe una dilatazione eccessivamente veloce, il che porterebbe ad una dilatazione troppo veloce del materiale e a inevitabili rotture della stufa. Questo significa, naturalmente, che per stufe molto grandi è necessario mettere in conto un tempo di due o tre giorni per raggiungere la temperatura d’esercizio, lavorando con accensioni di entità modesta e incrementandole man mano fino a raggiungere le condizioni d’uso quotidiano. Da ultimo, non si deve dimenticare che la legna da utilizzare in una stufa a maiolica deve sempre essere perfettamente secca, e idealmente risalire almeno all’anno precedente; bruciare legna verde, infatti, genera fuliggine più umida e tenace, che può stratificarsi sulle superfici interne fino a compromettere completamente la funzione di riscaldamento dei locali dell’abitazione. Tale fuliggine vetrificata è particolarmente tenace e difficile da rimuovere, e il suo accumulo va perciò evitato ad ogni costo.