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Strada del Sagrantino la terra dei vini umbri

Strada del Sagrantino  la terra dei vini umbri

Le origini del vino sono antiche e avvolte nella leggenda; si sa che la lavorazione dell’uva è un’arte antica quasi quanto la civiltà, e che le proprietà benefiche e curatrici del vino sono così potenti da renderlo la bevanda alla quale nemmeno gli dei possono resistere. Utilizzato nei riti religiosi da innumerevoli popoli, il vino buono permette all’uomo di avere un contatto col divino.

Quello non buono fa vedere i diavoli fino al giorno dopo, e bisogna starne alla larga. Non serve essere frati o santi per apprezzare le qualità del buon vino; una tavola imbandita di cibo e vino genuini rende tutti più buoni anche lontano dal Natale, aiuta ad essere più rilassati e più propensi ad ascoltare, più conviviali e, a fine serata, decisamente più felici.

Certo per chi vive in Italia – e genericamente nei pressi del Mediterraneo – è molto più semplice trovare cibi squisiti, bottiglie pregiate e vini meno noti e casalinghi di altissima qualità. Per fortuna c’è chi pensa ai piaceri della vita e porta ovunque le delizie dell’Italia, delle sue vigne e dei suoi frantoi; come l’associazione Strada del Sagrantino, in onore appunto del suo rinomati vini Sagrantino di Montefalco e Montefalco rosso.

sagrantino 10 MontefalcoSiamo a Montefalco, in provincia di Perugia, piccolo ma delizioso comune medioevale circondato da vigneti e uliveti, situato in cima a una collina che domina la pianura dei fiumi Topino e Clitunno. Per questa favorevole posizione panoramica, dal 1568 gli è stato attribuito l’appellattivo di “Ringhiera dell’Umbria”. Da qui, nelle giornate più limpide, è possibile ammirare, da vari punti belvedere, un panorama a 360° che spazia dall’intera vallata tra Perugia e Spoleto, dai versanti del Subappennino a quelli dei Monti Martani.

Dai taglieri di affettati al dessert, ogni serata può essere un viaggio per le splendide colline umbre, sotto il sole che addolcisce l’uva e la terra umida che odora di sapienze e sapori senza tempo; ad ascoltare i produttori d’olio e vino raccontare delle loro tenute e delle loro lavorazioni , lì tra i filari rossi delle vigne o tra gli ulivi d’argento, per farsi raccontare le innumerevoli leggende locali sui santi e sulla loro ebbrezza, e su fanciulle possedute dal demonio e liberate da fiumi di vino rosso.

Vino Sagrantino, per l’appunto, che da tempi remotissimi viene coltivato nella zona di Montefalco e che ne rappresenta oggi il fiore all’occhiello e una delle tradizioni più genuine e amate dalla popolazione umbra e dai visitatori della regione. E per chi ne volesse di più, e volesse assaporare i prodotti umbri nel loro naturale habitat, visitando cantine e agriturismi e paesaggi da sogno, l’associazione “Strada del Sagrantino”, insieme alla regina Umbria, ha pensato a tutto.

sagrantino5In collaborazione con la camera di commercio di Perugia, la “Strada del Sagrantino” promuove la regione Umbria e i suoi prodotti organizzando viaggi di degustazione tra le valli del vino nel cuore dell’Italia. I percorsi sono di uno, tre o sei giorni; durante il soggiorno in Umbria si visitano diverse cantine, frantoi e agriturismi, dove al piacere della buona tavola e del buon vino si somma il fascino di vedersi svelati i segreti degli artigiani del gusto, e i percorsi che portano la natura alla tavola e alla bottiglia.

L’offerta dei viaggi comprende anche, per chi non volesse dimenticare del tutto a casa la linea, anche alcuni percorsi in bicicletta. Pedalando per le strade del vino smaltirete l’ebbrezza e la delizia del palato, e sarete pronti a volerne ancora alla prossima tappa, in compagnia di un vino dal colore rubino intenso che quando si fa vecchio tende al granato. Profumo di more. Sapore asciutto.

A Montefalco siamo nel cuore dell’Umbria, sulle colline, e il vino che stiamo degustando è sempre il Sagrantino. Ogni anno la cittadina, in settembre, lo celebra per tre giorni e il tutto culmina in una grande festa della vendemmia nella sua bella piazza circolare. Giovani avvinazzati, anziani col cappello di paglia, musica e balli, crocchi di persone che cantano “O sole mio”, bambini che fanno il giro giro tondo o cercano di capire come funziona un torchio, avventori sull’ultimo salume, vestiti a quadri, pannocchie e grappoli d’uva.

Riccardo Marini