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Stato di guerra in Grecia. Banche chiuse per 8 giorni. I bancomat erogano solo 60 euro al giorno.Interviene Obama sulla Merkel

Stato di guerra in Grecia. Banche chiuse per 8 giorni. I bancomat erogano solo 60 euro al giorno.Interviene Obama sulla Merkel

Vero e proprio stato di guerra in Grecia: banche chiuse fino al 6 giugno, cioè fino a quando non si conoscerà l’esito del referendum fissato per il giorno prima dal Primo ministro, Alexis Tsipras per decide se accettare o meno le condizioni poste dai creditori internazionali per consentire ad Atene il pagamento del debito.

Anche il presidente statunitense Obama è intervenuto ancora una volta per sostenere che la Grecia deve essere aiutata e non deve essere fatta scivolare fuori dall’area dell’euro. Il Presidente Usa ha fatto in tal senso una telefonata alla Cancelliera tedesca Merkel.

Le decisioni di Tsipras sono giunte dopo la dichiarazione della Bce, la Banca centrale europea, sul fatto che restavano immutati i finanziamenti di emergenza previste per le banche greche. Il Primo ministro che ha rassicurato sulla sicurezza dei conti bancari dei greci ha fortemente criticato la Bce ed i partner europei sul rifiuto per quella che ha definito una “breve proroga” del programma di rientro del debito della Grecia.

Il Parlamento greco intanto ha approvato la proposta del Primo ministro  di tenere un referendum sulla condizioni poste dai creditori internazionali per consentire alla Grecia il pagamento del debito, una cui ulteriore prima scadenza sarebbe prevista per 1,6 miliardi di euro martedì prossimo, 30 giugno.

Alexis Tsipras ha di fatto abbandonato le trattative di Bruxelles, che pochi giorni fa sembravano invece avviarsi verso una soluzione positiva, facendo l’annuncio sul referendum e prendendo, così, tutti di sorpresa e confermando l’opposizione del suo Governo ad ulteriori tagli di bilancio per i greci. Ovviamente, Tsipras chiede che gli elettori sostengano la posizione e si esprimano con un bel no all’introduzione di ulteriori provvedimenti di austerità.

Si tratta adesso di prepararsi al cosiddetto “default” delle Grecia che il 30 giugno non pagherà la rata in scadenza dovuta al Fondo Monetario Internazionale, FMI e di vedere quali saranno le conseguenze concrete soprattutto per quanto riguarda la permanenza della Grecia nell’area dell’Euro.

Il Ministro italiano Pier Carlo Padoan ha negato che la condizione italiana possa avere un effetto “domino” su resto dell’Europa, a partire dall’Italia e che, in ogni caso, la Banca centrale europea ha strumenti “potentissimi” a propria disposizione nel caso fosse costretta ad intervenire per assicurare la stabilità della moneta europea.