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“Spazio Moca” di Roma dal 5 giugno: “Aspirazioni urbane” di Giusy Lauriola

“Spazio Moca” di Roma dal 5 giugno:  “Aspirazioni urbane” di Giusy Lauriola

Dopo due anni dall’ultima personale, Giusy Lauriola presenta il suo nuovo progetto “Aspirazioni urbane” nello spazio Moca a Roma, nel cuore del quartiere Monti. Le opere realizzate per quest’occasione creano un’atmosfera surreale e sospesa in cui i suoi viandanti urbani, i passanti che siamo abituati a vedere ogni giorno nelle nostre città, s’immergono nel colore, perdono l’anonimato e su di loro si scorgono appoggiate ali di farfalla. Il quotidiano è rielaborato in una dimensione altra, a volte onirica e soprattutto extra-ordinaria: un corto circuito tra la realtà e l’interiorità dell’artista. I viandanti sembrano quasi non essere coscienti delle ali di cui sono dotati, “come sogni o desideri presenti e ammiccanti ma poi infine ignorati” come sostiene l’artista.

Le opere hanno una particolare resa complessiva che li rende profondi, simulando quasi il movimento e superando la bidimensionalità, grazie all’uso di due strati distanti tra loro, uno fotografico su plexiglass e l’altro pittorico a olio su tela e carta di riso.

giusyfoto30 GIusy Lauriola2 copyGiusy Lauriola, noi di RomaSettimanale.it la conosciamo bene da anni. Prima come giornalista e in seguito come artista, tanto da affidarle la cura della sezione cultura del nostro giornale. Ma chi è davvero Giusy Lauriola? Giusy, sposata e madre di due figli adolescenti, è una donna eclettica, in parte misteriosa, che sa affrontare tutto ciò che le offre la vita con entusiasmo, passione e, soprattutto, con serietà e impegno. Giusy Lauriola è giornalista dentro, per quella curiosità che la porta a scoprire, approfondire e conoscere anche i dettagli apparentemente più insignificanti, trovando il giusto spunto, capace proprio di quel tocco d’artista alla ricerca della perfezione non certo comune nella professione, che anima e da vigore alla notizia.

Giusy Lauriola giornalista ha lavorato dieci anni per quotidiani, riviste specializzate e infine all’ufficio stampa di un’importante azienda italiana, occupandosi di spazio, satelliti, astronauti, di mondi lontani da scoprire. E mentre si occupava dell’universo, nelle ore libere dipingeva. Una passione ancestrale, quella della tavolozza e dei pennelli, a mano a mano cresciuta e maturata. Poi l’immersione nella realtà lavorativa le ha dato una visione artistica successiva sempre molto legata al quotidiano anche se contaminata dalla sua interiorità onirica. GIUSY giusy per catalogo[5]L’impellenza di dedicarsi completamente alla sua passione, mai abbandonata nel corso degli anni, l’ha portata a lasciare il suo lavoro ed entrare nella vasca degli squali dell’arte nel 2001. E così Giusy Lauriola si trasforma in artista visiva.

Ha iniziato da professionista con la sua prima mostra importante nel 2004, Cambialamore, un’installazione digitale plotterizzata lunga 30 metri in cui si alternano immagini di dolore contaminate con altre immagini di una società che non soffre. Sono seguiti altri lavori dedicati alla sua città, che ha interpretato attraverso visioni oniriche.

Nel 2007 ha portato a termine un progetto dedicato alla ricerca del divino nel quotidiano: la lotta tra Illuminazione e Oscurità, ispirata da un periodo di ricerca spirituale. Ecco allora immagini con acque cristalline, squarci di vita reale sottratti al quotidiano, cieli rarefatti in cui si librano diversi oggetti, passanti irreali, immagini sfocate di donne-angelo, quasi fossero anime ormai altrove, per le quali il dolore degli altri è solo un piccolo evento che si perde nell’immensità dell’eterno. Il video realizzato per questo progetto è stato selezionato tra i finalisti da Premio Celeste.

Il progetto successivo è il racconto di un suo viaggio in Burkina Faso, in cui sintetizza i ricordi con i momenti presenti, giusyfoto12 esterne031630530311163112_bigsimili a un flash. In seguito, ritornando per un periodo alla tecnica pittorica arricchita con colate di resia, quasi come reazione al mondo semplice ma colorato africano ha realizzato opere in cui predominavano immagini simboliche, monocromi più malinconici, raccontando di ciò che vedeva, ascoltava, camminando per la città.

E’ tata invitata come ospite speciale con l’installazione Cambialamore, alla più importante rassegna fotografica dell’Europa dell’Est, a Lodz in Polonia, “dove” – ci ha raccontato l’artista – “ho potuto riscontrare un fermento culturale e artistico che in Italia sembra latitare.”

Dal viaggio in Africa è nata una collaborazione con la Ong Fitil, attiva in Burkina Faso, per la raccolta fondi organizzando eventi legati all’arte. “In Africa, i colori sono imperanti – ci spiega ancora Giusy – e nelle opere che ho realizzato, ho voluto creare una visone frammentaria in cui si confondono e amalgamano ricordi del viaggio, il presente monocromo cittadino, con altri flash che s’insinuavano inconsciamente, proprio come avviene quando si cerca di ricordare un sogno”.

In seguito, i suoi lavori pittorici sono stati scelti per la realizzazione di una mostra personale a Damasco, in Siria, e poi, a rappresentare l’Italia a un simposio internazionale organizzato dai Beni Culturali Siriani, nel 2010 prima degli attuali avvenimenti in quell’area. “Dipingere insieme ad artisti del mondo arabo, cogliere le diversità e sentire la loro calorosa accoglienza, è stata un’esperienza molto intensa”, ha voluto sottolineare l’artista giornalista Giusy Lauriola.
www.giusylauriola.com

Enrico Massidda