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“Smart City” e i ritardi di Napoli

“Smart City” e i ritardi di Napoli

Nel nostro Paese sta maturando un dibattito sul tema della “Smart City”, ovvero delle città intelligenti al fine di migliorare le condizioni di vita del cittadino. Ciò vuole dire migliorare l’ambiente, la mobilità, i servizi. E non solo. Si tratta di progetti complessi, integrati tra loro, che rendono la città prima di tutto ecologica. Ma per ottenere risultati positivi, occorre la collaborazione dei cittadini che vanno formati ed indirizzati.

Abbassamento delle emissioni serra, pannelli fotovoltaici, specie negli edifici pubblici, migliorare la mobilità, rappresentano alcuni dei più importanti obiettivi da raggiungere. Sensori, “warz”, “app” sono i nuovo termini di un linguaggio nuovo che guarda al futuro. Navigatori satellitari che saranno in grado in tempo reale di comunicarci dati sulla mobilità, sul traffico, sul tempo, e altro ancora.

Ridurre il traffico, senza ovviamente creare disagi ai cittadini, ma accelerando al tempo stesso la mobilità, significa incidere sulla economia globale della città, perché si risparmia tempo, si limitano le emissioni di anidride carbonica e di carburante. Si dovrà riorganizzare la città con adeguati parcheggi essenzialmente terminati, di scambio, punti per la ricarica elettrica delle auto, lettori di flussi di energia anche nelle abitazioni per tenerli sotto costante controllo.
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Lo stesso controllo dell’aria potrà essere realizzato con un “kit”, come è già avvenuto a Barcellona, che consente attraverso sensori ambientali presso le abitazioni di trasmettere dati ad una centralina globale che registra lo stato di inquinamento. I telefonini saranno dei veri e propri sensori. Ma, come si sostiene, per avere “città intelligenti” occorrono cittadini altrettanto intelligenti che collaborino realmente con profonda consapevolezza.

Le “Smart City” rappresentano l’occasione per riorganizzare le nostre città, assecondando le nuove forme di globalizzazione economica attraverso servizi avanzati e un sistema efficiente di telecomunicazioni. Quindi una città a misura di uomo, con razionalizzazione dei consumi energetici, fonti energetiche rinnovabili, nuove competenze tecnologiche, un sistema di trasporto sostenibile, un modo di come rapportarsi con la modernità, realizzare un sistema urbano efficiente.
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Il Presidente dell’ANCI, Graziano Del Rio, ha annunciato la istituzione di un osservatorio “per la messa in rete delle buone pratiche nei comuni”. Ad un recente bando della Unione Europea sulla “Smart City” per progetti pilota, hanno partecipato alcuni grandi comuni italiani, tra cui anche Napoli, ma sono stati considerati prioritari progetti presentati da Genova e Bari. L’Enel è stata coinvolta, sia nei progetti di Bari e Genova definendo un “master plan”, ma anche un protocollo di intesa con città come Bologna, Pisa, Torino.

Il capoluogo piemontese è molto avanzato sul tema della Smart City e ha organizzato la cittadinanza a un cambiamento culturale, al fine di sensibilizzare gli “Smart City Days”. Milano, Genova e Torino hanno sottoscritto un protocollo per la realizzazione di un progetto interregionale, al fine di intercettare i finanziamenti europei. Sono città che da due e più anni sono impegnate in tali progetti.

Napoli, purtroppo, o partecipa ai bandi europei senza successo, o forse ritiene che i problemi della vivibilità si risolvano con la chiusura alle auto di Via Caracciolo e via Partenope, con la ZTL (Zona a Traffico Limitato) senza assicurare alternative con un sistema di trasporto pubblico efficiente,senza parcheggi etc, rinunciando poi anche all’utilizzo dei fondi europei per risolvere problemi gravissimi come la realizzazione dell’inceneritore a Napoli Est.inceneritore napoli
A che serve allora,firmare convenzioni con il Ministero della ricerca per la banda larga se poi non si è in grado di sostenere tali iniziative?

Eppure la Campania poteva essere alla avanguardia. Sin dal 1985 il Dipartimento di Pianificazione e gestione del territorio del C.N.R a Napoli ed il Dipartimento di Pianificazione e di Scienza del territorio dell’Università di Napoli, con la regia del Prof.Corraddo Beguinot, hanno affrontato il tema della città cablata, sotto tutti gli aspetti delle trasformazioni tecnologiche in relazione alle trasformazioni spaziali , economiche e sociali nella città e sul territorio.

Ugo Grippo