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Situazione sempre critica in Egitto: il “Presidente” Mansour tenta l’impossibile ma i Fratelli Mussulmani sono fermi sul NO. Altri 6 morti per l’attacco a un checkpoint

Situazione sempre critica in Egitto:  il “Presidente” Mansour tenta l’impossibile  ma i Fratelli Mussulmani sono fermi sul NO.  Altri 6 morti per l’attacco a un checkpoint

Il Presidente “ad interim” Adly Mansour sta cercando in ogni modo di salvare l’Egitto dalla guerra civile. Ma nella notte due morti e sei feriti in un attacco a un checkpoint nel Sinai. Mansour ha intanto fissato un percorso per arrivare a libere elezioni entro la fine dell’anno. L’ex vicepremier egiziano e ministro delle Finanze, Hazem el-Beblawi è stato incaricato di formare il governo, mentre il premio Nobel per la pace, Mohamed Elbaradei è stato designato vice presidente. Gli verrebbe assegnats la delega alle relazioni internazionali. Elbaradei potrebbe, invece, ottenere la vicepresidenza. Ma la novità è che l’orientamento è quello di affidare ministeri anche ai Fratelli Mussulmani, sebbene i sostenitori del deposto presidente Morsi scendono nuovamente in piazza pronti a nuove manifestazioni e disordini.

Tanto è vero che poco dopo i Fratelli Mussulmani hanno reso nota la loro risposta, peraltro scontata: “Non vogliamo ministeri”. Non accettano alcuna offerta di entrare nel governo di transizione dopo la deposizione del presidente islamista Mohamed Morsi, non trattiamo con i golpisti, respingiamo qualunque cosa che arrivi da questo colpo di Stato”.

bravissimo10 elIntanto sarebbero già cominciate le consultazione per la scelta della squadra che dovrà traghettare l’Egitto verso le nuove elezioni. El-Beblawi, economista di orientamento politico liberale, era nell’esecutivo di transizione del dopo-Mubarak giudato da Essam Sharaf. Secondo indiscrezioni, sarebbe proprio el-Beblawi a voler offrire posti di governo ai Fratelli Mussulmani.

La tensione rimane comunque altissima nell’intero l’Egitto. I Fratelli Musulmani hanno invitato tutti i loro militanti a scendere in piazza in risposta ai massacri de Il Cairo che hanno provocato numerosi morti. non si sa con esattezza il numero delle vittime, ma certamente la cifra è tra le 54 e le 77 persone rimaste uccise nelle strade e nelle piazze. I Fratelli Musulmani hanno ora lanciato un appello a manifestare in tutto il Paese per quello che hanno definito il giorno del “milione di martiri”.

I Fratelli Mussulmani respingono la road map annunciata da Mansour. Un alto funzionario del gruppo, Essam el-Erian, ha scritto sulla sua pagina Facebook ufficiale, che il piano di transizione riporterà il Paese indietro e promette che la Fratellanza non allenterà le pressioni per far tornare in carica il presidente deposto Mohammed Morsi. Nelle ultime 24 ore sarebbero state arrestate seeicentocinquanta persone, in gran parte sostenitori del presidente deposto Mohammed Morsi. acca2Fermi giustificati dal sospetto che abbiano tentato di assaltare la sede della Guardia repubblicana al Cairo, dove ci sono stati scontri in cui sono morte la maggior parte delle persone.

I Fratelli Mussulmani negano, invece, che sia mai avvenuto alcun attacco all’edificio, sostenendo che i militari abbiano aperto il fuoco sul loro sit-in al termine delle preghiere del mattino. La polizia cairota ha fatto sapere che tra i fermati ci sono anche siriani e palestinesi.

L’attacco al checkpoint in Sinai che ha provocato secondo un primo bilancio due morti e sei feriti è stato condotto da estremisti islamici armati di lanciarazzi. Il posto di controllo egiziano è vicino al confine con Israele. L’attentato è stato preceduto da un attacco alla città di Rafah, dove in precedenza c’era stato uno scontro a fuoco tra le forze di sicurezza egiziane e i militanti islamici. Anche altro posto di controllo è stato attaccato nelle vicinanze, ma senza serie conseguenze.

Sulla situazione in Egitto, il Presidente americano Barak Obama ha parlato con gli bravissimo30bis zayedStati Uniti ha avuto un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e con i massimi esponenti di alcuni paesi del golfo persico. La Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente deil principe degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan. I due Paesi hanno tra loro posizioni diverse: il Qatar era un grande sostenitore del presidente egiziano deposto Mohammed Morsi, mentre gli Emirati si sono sempre opposti a Morsi e ai Fratelli musulmani e ora hanno promesso alla nuova leadership egiziana garanzie e prestiti per 8 miliardi di dollari. Con l’emiro del Qatar, Obama ha condiviso la “profonda preoccupazione per i recenti sviluppi in Egitto” concordando sul fatto che l’uso della forza sia inaccettabile e che urge che l’esercito egiziano restituisca il potere un governo civile e democratico.

Enrico Massidda