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Siria: altri morti per armi chimiche. Usa avrebbero bombardato deposito Isis. Bombe anche su milizie alleate

Siria: altri morti per armi chimiche. Usa avrebbero bombardato deposito Isis. Bombe anche su milizie alleate

Altra strage a causa di armi chimiche in Siria. Secondo quanto riferisce l’agenzia stampa del governo di Damasco, Sana, il Comando Generale delle Forze Armate dell’Esercito siriano ha reso noto che a seguito di un bombardamento di velivoli della coalizione guidata dagli Stati Uniti, sarebbe stato colpito un deposito di armi chimiche dell’ Isis, o Daesh, nel villaggio di Hatla che si trova nei pressi di Deir Ezzor, ai confine con l’Iraq.

Sempre secondo la stessa fonte, una gran quantità di materiali tossici si è diffusa nell’aria provocando la morte di centinaia di persone, tra cui molti civili.

La notizia che non è stata ancora confermata dalle forze armate degli Stati Uniti segue di pochi giorni la drammatica situazione provocata da un fatto simile per il quale è stata addossata la responsabilità alla Siria nella regione di Idlib e che ha portato al bombardamento di una base dell’aviazione della Siria da parte degli Stati Uniti.

Ancora ieri all’Onu, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha eaminato l’ultima risoluzione proposta da Stati Uniti, Regno Unito e Francia per condannare l’uso di armi chimiche da parte del governo siriano che, però, ha negate ogni responsabilità sostenendo che i gas si sono sprigionati dopo il bombardamento di una postazione dei ribelli contrari al regime di Bashar al Assad.

Quei fatti hanno portato ad aggravare I rapport tra Stati Uniti e Russia che danno diverse interpretazioni dell’accaduto.

Intanto arriva anche la notizia che per un tragico errore, aerei statunitensi avrebbero bombardato una postazione delle milizie alleate contro il governo di Damasco nella zona di Tabqah, provocando la morte di 18 uomini. L’errore segue quelli in precedenza registrati con l’operazione contro una moschea sempre in Siria e un edificio di civili a Mosul, capitale  del Califfato islamico in Iraq.