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Siria: 500 morti in pochi giorni ad Aleppo. Migliaia le famiglie in fuga per i bombardamenti

Siria: 500 morti in pochi giorni ad Aleppo. Migliaia le famiglie in fuga per i bombardamenti

Almeno 500 persone, tra cui 89 civili, sarebbero morte da quando è iniziata, lo scorso primo febbraio, l’offensiva del governo di Damasco per la riconquista dell’area di Aleppo, la seconda città per importanza della Siria.

La denuncia viene dall’Osservatorio siriano dei diritti umani che ha sede a Londra secondo il quale si tratterebbe di 89 civili, tra cui 23 bambini, 143 combattenti filo-governativi e 274 tra ribelli e volontari stranieri impegnati contro il regime di Bashar al Assad.

Da quando le forze armate siriane hanno iniziato la loro campagna nel nord del paese, contando sul fondamentale sostegno assicurato dalle continue operazioni di bombardamento da parte dei velivoli inviati dalla Russia, è aumentato l’esodo decine di migliaia di famiglie siriane costrette ad abbandonare le loro case nella periferia di Aleppo per dirigersi verso il confine turco dove adesso sono bloccate circa 80 mila persone in precarie condizioni.

Secondo fonti delle Nazioni Unite, c’è il concreto rischio che circa 300.000 persone attualmente presenti nella città di Aleppo potrebbero trovarsi senza rifornimenti a meno che non si avvii un negoziato per la creazione di corridoi umanitari.

Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha rinnovato le accuse alla Russia di effettuare una deliberata politica di pulizia etnica intorno alla città di Aleppo bombardando i civili. La Russia continua a negare queste accuse ribadendo che gli attacchi degli aerei di Mosca non sono diretti contro i civili, bensì contro le milizie dei gruppi terroristici legati all’Isis, o Daesh.