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Silicon Valley sbugiardata completamente Prendono pure i soldi per spiare le nostre comunicazioni

Silicon Valley sbugiardata completamente  Prendono pure i soldi per spiare le nostre comunicazioni

Possiamo davvero fidarci delle società telematiche cui affidiamo le nostre mail, i nostri archivi, la gestione delle nostre comunicazioni telefoniche ? Oppure è meglio di no perché, come sembra, sono una massa di bugiardi che, pur di continuare a fare profitti, non esitano, non solo a fare gli spioni, ma pure a farsi pagare per assecondare le richieste anticostituzionali avanzate dai servizi di sicurezza.

Eppure, poverelli, hanno giurato e spergiurato che loro avevano solo ottemperato a richieste giudiziariamente fondate, cui non avrebbero potuto dire di no.

Lo hanno detto subito dopo il 6 Giugno scorso quando arrivarono a deflagrare come delle bombe atomiche le prime dichiarazioni di Edward Snowden. Poverella, l’intera Silicon Valley non ne sapeva nulla.

Adesso viene fuori che ci hanno, invece, addirittura, guadagnato sopra. Pagati dai servizi dei sicurezza cui hanno passato data base e tutto quanto loro chiedevano. Bugiardi matricolati ed ingordi. Stupidi noi che continuiamo ad usufruire dei loro servizi.
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Viene fuori, infatti, che l’americana “National Security Agency” ha pagato milioni di dollari per coprire i costi dei colossi di Internet coinvolti nel sistema di sorveglianza “Prisma”. Le aziende in questione sarebbero Google, Yahoo, Microsoft e Facebook.

Si giunge,quindi, al paradosso che la violazione della riservatezza dei comuni cittadini è pagata da loro stessi mentre essi, al tempo stesso, i cittadini, pagano le società telematiche per prestazioni che, in realtà, non rispondono ai requisiti assicurati ai clienti. Una grossolana, insomma, doppia presa in giro che, in qualche modo, dovrà pure finire.

La rivelazione che il denaro dei contribuenti è stato utilizzato in questo modo solleva nuovi interrogativi sul rapporto tra la Silicon Valley e la NSA .

“The Guardian” di Londra, il giornale che ha scoperchiato tutto questo pentolone maleodorante ha invitato le aziende di rispondere agli interrogativi sollevati dall’arrivo delle nuove rivelazioni ed ha chiesto a ciascuno di loro di sapere l’ammontare delle spese da essi sostenute, la forma del rimborso e se avevano ricevuto altri pagamenti dalla NSA in relazione alla partecipazione al programma di spionaggio Prisma.
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Un portavoce di Yahoo, che dopo il 6 Giugno sosteneva di non saperne niente, ha detto: “La legge federale richiede che il governo degli Stati Uniti rimborsi i fornitori per i costi sostenuti per rispondere alla procedura legale obbligatoria imposta dal governo e noi abbiamo chiesto il rimborso coerente con questa legge”.

Facebook ha risposto dicendo di non aver “mai ricevuto alcun risarcimento in relazione all’attività svolta per rispondere alla richiesta di fornitura di dati da parte del governo”. Cretini e basta?

Google non ha risposto a nessuna delle domande specifiche poste dal “The Guardian” ed ha fornito solo una dichiarazione generica negando di aver aderito a Prisma o a qualsiasi altro programma di sorveglianza. Ed ha aggiunto: “Attendiamo la risposta del Governo degli Stati Uniti alla nostra richiesta di per pubblicare le informazioni sulle richieste ricevuta da parte dei Servizi di sicurezza in modo da dimostrare che il coinvolgimento di Google è stato molto inferiore a quanto la stampa cerca di rappresentare”.

La scorsa settimana, il Washington Post ha rivelato che documenti forniti da Snowden dimostrano che la NSA avrebbe violato le regole sulla “privacy” in migliaia di casi l’anno smentendo le ripetute assicurazioni di Barack Obama e di autorevoli esponenti dei servizi di sicurezza che non ci sarebbero stati controlli non autorizzati di cittadini americani.

John De Giorgi