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Si parla di 1300 morti e di 6000 feriti. Siria: attacco a Damasco con gas nervini Il Governo di Assad smentisce. Onu in azione

L’incubo dell’uso delle armi chimiche si affaccia con forza sulla guerra in Siria. Nella capitale Damasco. sarebbero stati lanciati razzi pieni di gas nervino provocando la morte di decine se non centinaia di persone, tra cui donne e bambini. Si parla di 1300 vittime e di oltre 6000 tra feriti e intossicati. L’attacco sarebbe stato sferrato contro i sobborghi della capitale. Immediata la risposta sdegnata del governo che nega. Mentre gli esperti dell’Onu stanno verificando l’effettivo utilizzo di strumenti di guerra vietati da ogni convenzione. Convocata una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu a porte chiuse. Era stata chiesta con urgenza da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Il portavoce delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha detto: “Stiamo cercando di saperne di più”.

L’attacco sarebbe opera dalle forze del presidente Bashar al-Assad contro una delle roccaforti ribelli nella regione di Guta, un’area rurale che si estende a est praticamente proprio in prossimità della capitale. Stando ai testimoni, si tratterebbe dell’attacco più massiccio dall’inizio del conflitto. Gli attivisti dell’opposizione hanno spiegato che le informazioni provengono dai centri medici della regione. Non si hanno tuttavia, al momento, dati ufficiali.

La smentita del governo di Damasco e stata diffusa attraverso un comunicato rilanciato dall’agenzia e dalla tv di Stato. “Le informazioni sull’utilizzo di armi chimiche a Ghouta sono totalmente false”, afferma il comunicato che e accusa i canali televisivi al-Jazeera e al-Arabiya di “sostenere il terrorismo ed essere corresponsabili dello spargimento di sangue siriano”. “Il vero obiettivo di chi lancia queste accuse -ha aggiunto ancora il ministero degli Esteri di Assad – “è distrarre gli ispettori dell’Onu dal compiere la loro missione”.

John Balcony